La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha organizzato a Lugano (27.02.2025) una serata all’insegna della divulgazione scientifica. Ospite d’onore del convegno intitolato “L’innovazione che trasforma il mondo”: il professor Federico Faggin, inventore del Microchip.

Il convegno, organizzato dal gruppo Yex Lugano della Camera, in collaborazione con Tokenance e JuliusBaar, è stato anche l’occasione per fare il punto sui dati legati ed export innovativo Made in Italy, ma soprattutto sugli investimenti che Italia e Svizzera fanno in R&D.

Alberto Martinelli, Managing Director di Julius Bear, ha aperto i lavori con una relazione che ha sottolineato come:

  • L’italia investa in R&S circa 27 miliardi di euro (1.3% del proprio PIL)
  • La Svizzera (che ha un’estensione pari alla Lombardia) investe circa 24 miliardi di euro (che rappresentano il 3% del PIL nazionale elvetico)
  • Gli USA (a titolo di comparazione) 750 Miliardi di euro (il 3.5% del PIL americano), mentre la Cina 480 Miliardi di euro (il 2.6% GDB China).

Negli ultimi 20 anni” spiega Martinelli “l’incidenza sul PIL nazionale italiano del suo export è passata dal 23%, all’attuale poco meno del 30% complessivo. Se si dovesse trovare un minimo comune denominatore di tutte le aziende che hanno contribuito al successo dell’export italiano, si troverebbero i loro investimenti in R&D: circa l8% rispetto alla media nazionale che si attesta all’1.5%”. Martinelli prosegue poi spiegando che, tra le aziende più iconiche e più orientate all’export in Italia, troviamo Ferrari che investe circa il 13% del proprio fatturato.

“L’Italia non è solo capace di esportare prodotti eccellenti e di fare innovazione: è anche in grado di attirare investimenti e tecnologia” conclude Martinelli.

Marina Bottinelli, Innovation manager della CCIS, ha coordinato gli interventi, ricordando come la Camera abbia tra i suoi asset principali proprio l’innovazione e l’attrazione di investimenti svizzeri verso l’Italia, per favorire, anche nell’ottica della Open Innovation, scambi e sviluppi reciproci.

 

 

Platea incollata allo schermo durante lo speech del prof. Federico Faggin che ha fatto una panoramica tra innovazione, fisica quantistica, intelligenza artificiale e opportunità per il mondo che legano tecnologia e biologia.

“Viviamo in un momento storico in cui bisogna capire che c’è ben di più di una macchina. Noi non siamo il corpo. Coscienza e libero arbitrio si possono rappresentare con un campo quantistico che controlla il corpo” ha spiegato il Prof Faggin. “Ci sono tre tipi di realtà: quella classica rappresentata dai bit nella relazione spazio-tempo; quella quantistica rappresentata dai qualia che ci permette di guardare ad una realtà molto più vasta introducendo sensazioni e sentimenti (lo stato quantistico di un campo non si può riprodurre mentre il bit si). All’interno di questo campo c’è poi una trasformazione ulteriore (la terza realtà) nella quale i qualia assumono significato. Siamo quindi un corpo (quantistico e classico), mente (aspetto conoscibile dal campo quantistico) e spirito(il significato dei qualia, ovvero come il campo conosce il mondo attraverso sensazioni e sentimenti). Il computer non potrà mai essere cosciente perché è soltanto una realtà classica che esiste nello spazio-tempo” sottolinea Faggin.

 

L’intervento completo presto disponibile sui nostri canali

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