Il 40^ rapporto ICE conferma una crescita considerevole dell’export italiano con la Svizzera annoverata tra le mete più dinamiche
L’Italia occupa stabilmente il quinto posto della classifica globale dei paesi esportatori e la Svizzera si conferma tra le destinazioni più solide per il Made in Italy, trainata dai metalli preziosi.
Nonostante quindi le minacce dei dazi, le crisi energetiche e tensioni geopolitiche, con 643 miliardi di euro di merci esportate nel 2025, l’Italia si conferma il quinto Paese esportatore al mondo e il 2026 si apre con un trend ancor più positivo: nei primi quattro mesi dell’anno, infatti, l’export è cresciuto del 3,2%.
È quanto emerge dal 40° Rapporto ICE 2025-2026, presentato alla Camera dei Deputati in occasione della celebrazione per il centenario dell’Agenzia, alla presenza dei ministri degli Esteri, dell’Agricoltura, del Turismo e del Made in Italy e del presidente Istat Francesco Maria Chelli.
Secondo quanto riportato, se nel 1926 le esportazioni di beni e servizi valevano appena il 12% del PIL italiano, nel 2026 questa quota è salita al 32,2%. Oggi sono 82 mila le imprese italiane esportatrici, responsabili del 99% dell’export nel triennio 2023-2025. Emerge però anche un potenziale ancora inespresso soprattutto dalle PMI: ci sono ulteriori 47 miliardi di euro di export potenziale, di cui circa 7 miliardi raggiungibili già con un moderato rafforzamento della propensione all’export, pari a un incremento del 2%, che non vengono ancora coperti. Guardando invece ai dati consuntivi emerge che i settori Made in Italy che trainano l’export sono farmaceutica, metalli e agroalimentare, che nel periodo analizzato hanno registrato un aumento delle vendite estere del 28,5%.
Guardando ai mercati di destinazione, l’export italiano verso l’Unione Europea è cresciuto del 4,2% e rappresenta il 51,3% del totale ma è la Svizzera ad emergere tra le mete più dinamiche, con una crescita dell’export del 16,3%.
Le opportunità per le imprese italiane sul mercato svizzero
Per le imprese italiane della farmaceutica, dei metalli preziosi e dell’agroalimentare, i dati del Rapporto ICE confermano quanto la Svizzera rappresenti oggi una delle piazze più solide su cui costruire una strategia di internazionalizzazione. La crescita a doppia cifra dell’export verso la Confederazione, trainata proprio dai metalli preziosi, descrive un mercato ad alto potere d’acquisto, vicino geograficamente e culturalmente, con una domanda costante di qualità e affidabilità del Made in Italy. Per il comparto farmaceutico, la presenza in Svizzera di alcuni tra i principali gruppi del settore a livello mondiale apre spazi concreti di partnership industriali e commerciali; per l’agroalimentare, un pubblico esigente e disposto a riconoscere il valore aggiunto dei prodotti di eccellenza italiani. In questo scenario, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera continua ad affiancare le imprese italiane, in particolare le PMI ancora ai margini dell’export, nella costruzione di relazioni dirette e durature con partner, buyer e investitori elvetici.


