L’aerospazio diventa un’opportunità e così, la Unit “Beni e servizi industriali” della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, propone agli imprenditori italiani l’occasione di entrare in contatto diretto con i buyer elvetici e scoprire dati, numeri e fabbisogno reale dell’industria aerospaziale svizzera.

Quelle che la CCIS mette a disposizione sono vere e proprie schede di “richiesta fornitura” provenienti dalle aziende elvetiche, intercettate proprio dalla CCIS attraverso un dialogo diretto e continuo con i buyer, che riassumono e dettagliano opportunità specifiche per le aziende MEM Made in Italy possono soddisfare.

La Svizzera è già un mercato strategico per l’ecosistema MEM Made in Italy, ma l’opportunità creata dalla CCIS a favore degli imprenditori italiani è la prima al mondo e permette di creare partnership solide in Svizzera, incrementando il proprio export verso un Paese extra UE vicino e logisticamente facile da raggiungere.

I report specifici rivolti al settore industriale, aerospaziale, robotico, hi tech, evidenziano area per area, le richieste svizzere, dettagliando, ad esempio, il tipo di materiale ricercato dal buyer elvetico, le quantità, le dimensioni dei pezzi richiesti, i requisiti aziendali previsti (certificazioni, ecc…), le tempistiche di consegna ed eventuali lavorazioni speciali richieste.

Un unicum mondiale del quale gli imprenditori italiani possono beneficiare contattando gli uffici della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.

Uno spazio di opportunità che CCIS occupa con un intento preciso e strutturato: attraverso la sua Unit dedicata ai Beni Industriali e quella legata all’Innovation management, la Camera non si limita a fornire informazioni generali sul mercato elvetico. Conosce il fabbisogno reale delle imprese svizzere attive nel settore aerospaziale, ha mappato i principali player locali, ne comprende le dinamiche di acquisto, i requisiti tecnici e le catene di fornitura. Questo patrimonio di conoscenza qualificata consente alla CCIS di fare matching autentico tra la domanda elvetica e la risposta produttiva italiana, non un incontro generico tra imprese, ma una connessione mirata tra chi cerca e chi sa rispondere.

Ambiti di azione: i Report periodici
Dal comparto meccanico all’aerospazio passando per i temi legati alla Space Economy la CCIS sta analizzando uno degli assi portanti della politica industriale italiana per portare vantaggi tangibili all’internazionalizzazione del Made in Italy.

La recente collaborazione tra Regione del Veneto e Regione Lombardia, presentata a Venezia nell’ambito di Space Meetings Veneto, è la conferma più recente e più significativa di quanto il comparto stia crescendo. Una convergenza che la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera osserva con grande attenzione, mettendosi a servizio degli imprenditori del Made in Italy.

«Veneto e Lombardia stanno costruendo una collaborazione concreta e strategica per rafforzare il comparto aerospaziale e della Space Economy, uno dei settori più dinamici e promettenti dell’economia mondiale», ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci, intervenendo all’incontro “Spazi di collaborazione tra Regione del Veneto e Regione Lombardia in ambito economia aerospazio e Space Economy”. Erano presenti l’assessore allo Sviluppo economico della Lombardia Guido Guidesi, il presidente della RIR Air Federico Zoppas e il presidente del Cluster Aerospaziale lombardo Massimo Maronati. L’obiettivo comune dichiarato è quello di «creare un’alleanza forte tra le due Regioni locomotiva d’Italia, le loro imprese e i sistemi della ricerca, per parlare con una voce unitaria ai tavoli nazionali ed europei e di sostenere la competitività».

Un’ambizione legittima, sostenuta da numeri che parlano chiaro. La Rete Innovativa Regionale RIR Air conta oggi oltre 100 imprese, coinvolge le quattro università del Veneto e genera un fatturato complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, con oltre 5.500 occupati. La collaborazione con la Lombardia non è quindi un esercizio di stile istituzionale, ma la risposta razionale di due sistemi industriali complementari a un’opportunità globale. Secondo le stime richiamate dall’assessore Bitonci, «la Space Economy potrebbe avere, nei prossimi 5 anni, un tasso di crescita superiore al 10% annuo», con ricadute non solo nell’industria aerospaziale in senso stretto, ma in filiere trasversali che vanno «dal tessile alla moda alla meccanica, dalla chimica al digitale, dalla farmaceutica ai microprocessori».

L’aerospazio in Svizzera

Il contesto elvetico si inserisce in questa traiettoria con caratteristiche proprie e molto specifiche. L’industria aerospaziale svizzera comprende oltre 500 aziende, genera circa 160.000 posti di lavoro e contribuisce per circa il 6% al PIL nazionale — numeri straordinari considerando le dimensioni del Paese. I principali player del settore (Pilatus Aircraft, RUAG Space, AMAC Aerospace, SR Technics) operano su standard qualitativi e tecnologici elevatissimi e cercano partner di fornitura capaci di rispondere con la stessa esigenza. Per la maggior parte degli interlocutori svizzeri, la qualità e i criteri tecnici hanno più peso del prezzo, anche negli appalti pubblici. Una caratteristica che premia esattamente il modello produttivo italiano: specializzato, flessibile, ad alto contenuto di know-how.

Le importazioni aerospaziali svizzere sono proiettate a raggiungere i 4 miliardi di dollari entro il 2028, partendo da circa 3,6 miliardi nel 2023, con una crescita media annua dell’1,6%. Un mercato stabile e profondo, che cerca fornitori affidabili in grado di integrarsi nelle sue catene di fornitura altamente specializzate. L’Italia è oggi tra i candidati naturali a rispondere a questa domanda. Con un fatturato annuo superiore a 16 miliardi di euro e una quota export che supera il 70% della produzione complessiva, l’Italia si posiziona stabilmente tra i primi dieci Paesi al mondo nel comparto aerospaziale e al quarto posto in Europa. A trainare le performance internazionali del settore è soprattutto la componentistica per aeromobili ed elicotteri (sistemi di propulsione, strutture in materiali compositi, parti meccaniche di precisione in leghe di titanio) che sono esattamente i segmenti in cui la domanda svizzera si fa più pressante.

Il ruolo di connessione della CCIS

Per questo la CCIS mette a disposizione di regioni e associazioni di categoria italiane uno “sportello” specializzato sull’aerospazio, pensato per accompagnare le imprese italiane del settore in ogni fase dell’approccio al mercato svizzero: dall’analisi della domanda locale all’identificazione dei potenziali partner elvetici, dal supporto alla partecipazione a eventi di settore fino alla costruzione di relazioni commerciali strutturate. Uno strumento concreto, costruito su una conoscenza diretta del mercato che nessuna fonte secondaria può sostituire.

La collaborazione Veneto-Lombardia sull’aerospazio dimostra che l’industria italiana ha la massa critica e la visione per competere a livello internazionale. La Svizzera offre un mercato di alto profilo, esigente e in crescita. La CCIS si pone come un facilitatore qualificato e autorevole tra questi due mondi.

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