La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera incontra Giosy Romano e prosegue così nella sua ricerca strategica di nuove opportunità per lo sviluppo concreto di ulteriori ponti tra l’Italia e il territorio elvetico. Va in questa direzione anche la missione compiuta nei giorni scorsi da Fabrizio Macrì, Segretario Generale della CCIS, che ha incontrato a Roma autorità e rappresentanti delle istituzioni per nuovi progetti e scambii reciproci.

Grazie anche alla collaborazione di Stefano Ducceschi, Console Onorario di Germania a Napoli, sono stati due i protagonisti:

Due diversi momenti di approfondimento che hanno permesso lo sviluppo di nuove relazioni indispensabili per promuovere al meglio il Made in Italy in Svizzera ma, soprattutto, per attrarre investimenti elvetici verso l’Italia. 

 

ZES Unica: numeri, importanza e opportunità di investimento

La ZES Unica, rappresenta un’apertura strategica di grande interesse anche per gli investitori esteri, e in particolare per quelli svizzeri alla ricerca di uno sbocco logistico e produttivo verso il Mediterraneo e i mercati africani e mediorientali.

La CCIS aveva dedicato un workshop specifico a questo tema, durante l’edizione 2025 del Forum Industriale Italo Svizzero che si è tenuto a Lugano. In quell’occasione erano state approfondite le occasioni di investimento rivolte alla Svizzera (guarda l’intervista) e, con l’incontro che si è tenuto a Roma il 16 aprile 2026, si intensificano i rapporti tra CCIS e Dipartimento per il Sud con una serie di opportunità che verranno disegnate nei prossimi mesi.

L’incontro tra Fabrizio Macrì e Giosi Romano ha permesso anche di mettere in luce i numeri e i punti di forza relativi alla ZES, ovvero:

  1. Posizione geografica e infrastrutture portuali. Il porto di Gioia Tauro (Calabria) è uno dei più importanti terminal container del Mediterraneo, con ampie aree retroportuali a vocazione logistica e manifatturiera. I principali poli portuali di Palermo, Catania, Messina, Augusta e Trapani (Sicilia) offrono vantaggi logistici unici per le imprese orientate ai mercati nordafricani e mediorientali. Napoli e Salerno dispongono di estese aree retroportuali con collegamenti strategici verso i mercati mediterranei e internazionali.
  2. Posizione nel Mediterraneo. La Sardegna si trova al centro del Mediterraneo, nel cui mare passa il 52% delle merci trasportate nei paesi europei, con il porto di Olbia primo per numero di passeggeri in Italia e primo in Sardegna per le merci.
  3. Accesso aperto a investitori internazionali. Gli investitori, nazionali e internazionali, titolari o azionisti di micro, piccole, medie e grandi imprese, possono operare senza limiti territoriali in tutta l’area ZES, sfruttando un ecosistema produttivo altamente competitivo.
  4. Settori chiave. I settori prioritari che hanno trovato base nella ZES includono nautica, logistica e agroalimentare, con la possibilità di cumulare il credito d’imposta ZES con quello per la Transizione 5.0, incentivando la digitalizzazione, l’automazione dei processi produttivi e la competitività sui mercati globali.
  5. Semplificazione amministrativa senza precedenti. Lo sportello unico digitale (SUD ZES) consente di ottenere un’unica autorizzazione per avviare un’attività produttiva in circa 30 giorni, abbattendo drasticamente i tempi burocratici che storicamente scoraggiavano gli investitori stranieri.

Dal suo avvio la ZES (Zona Economica Speciale) ha rilasciato oltre 1.100 autorizzazioni uniche, con un incremento superiore al 250% rispetto al biennio 2022-2023, mobilitando circa 6 miliardi di euro di investimenti autorizzati e oltre 17.800 posti di lavoro stimati. La semplificazione burocratica che prevede la ZES verso coloro che la scelgono come base per ha ridotto da 37 a un unico titolo autorizzativo in circa 30 giorni.

A inizio 2026 sono salite a 180 le autorizzazioni uniche concesse dall’inizio dell’anno, portando il totale a circa 1.200, con una sensibile crescita della Puglia negli ultimi mesi. Sul fronte delle risorse, la legge di stabilità ha assicurato 4 miliardi per il prossimo triennio, garantendo una pianificazione strutturata degli investimenti.

Giosy Romano è il primo Capo del Dipartimento per il Sud

Giuseppe “Giosy” Romano è il primo Capo del Dipartimento per il Sud, che assorbirà la Struttura di Missione della ZES unica e sarà il braccio operativo delle politiche per il Mezzogiorno affidate al coordinamento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra. La sua gestione della ZES unica aveva già attirato consensi dentro e fuori l’Italia, diventando la migliore opportunità per l’attrazione degli investimenti al Sud.

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