Il Veneto guida la classifica nazionale del turismo DOP. Un’opportunità strategica per valorizzare anche in Svizzera i prodotti agroalimentari Made in Italy spingendo poi a conoscerli nei loro territori di origine.
prodotti agroalimentari e vino italiani non sono solo un’eccellenza da esportare ma sempre più una calamita che attira visitatori da tutto il mondo, e la Svizzera occupa in questo spostamento un posto di rilievo, tanto dal lato dell’import quanto da quello del turismo.
Il Veneto svetta in Italia per il turismo DOP
Il 2^ Rapporto sul Turismo DOP 2026, elaborato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Ismea, fotografa un settore in costante crescita. Il Veneto si conferma la regione leader in Italia per il turismo legato alle produzioni DOP e IGP, con un valore che raggiunge i 4,936 miliardi di euro e un indice pari a 68,1, primo posto nella classifica nazionale.
Nel dettaglio, il Veneto conta 121 attività di turismo DOP legate a 72 prodotti a indicazione geografica, con il coinvolgimento di 36 Consorzi di tutela su 46 riconosciuti, 74 eventi tra sagre, degustazioni e festival, e oltre 73 milioni di presenze turistiche, di cui 51,7 milioni straniere.
Un terzo del campione di persone intervistate (45% uomini e 55% di donne) ha meno di 35 anni (34%), oltre la metà rientra invece nella fascia 36-65 anni (56%). Solo l’11% è over 65. Il 37% dei visitatori proviene da regionidiverse dal Veneto e, in generale, la tendenza agli sposatmenti per partecipare a Festival, sagre e fiere legate alla filiera è altissima. La principale motivazione che spinge i visitatori a partecipare è proprio la degustazione, indicata dal 63% degli intervistati, a conferma della centralità dell’incontro diretto con il prodotto.
Accanto a questa emergono altre dimensioni dell’esperienza ricercata che va oltre il mero consumo:
- la scoperta del territorio (48%),
- le attività di intrattenimento (46%)
- la visita diretta in azienda (41%).
Economia e valorizzazione delle tipicità (quindi della cultura locale) sono le leve che spingono anche molti turisti stranieri a cercare l’unicità agroalimentare in versione autoctona.

Gli svizzeri? Scelgono l’Italia anche per cibo e vino
I dati sulla domanda internazionale confermano un interesse crescente e strutturale da parte del pubblico elvetico. Secondo il Rapporto 2025 sul Turismo Enogastronomico Italiano curato da Roberta Garibaldi (AITE), l’Italia viene associata principalmente a cibo e vino dal 55% dei tedeschi e degli svizzeri/austriaci. Un dato che non ha eguali in Europa, superato solo dall’eccezionale affezione dei turisti francesi verso il patrimonio monumentale.
L’intenzione di viaggio verso l’Italia nei prossimi tre anni è altissima: la quota di turisti svizzeri e austriaci che si dichiara “molto probabile o probabile” di venire in Italia per motivi enogastronomici raggiunge l’81%, la percentuale più alta tra tutti i mercati analizzati.
Tedeschi e svizzeri/austriaci scelgono l’Italia soprattutto per immergersi nei paesaggi rurali, mentre le regioni più attrattive risultano Toscana e Veneto, con destinazioni enoturistiche come Montepulciano, Bolgheri e le Cinque Terre particolarmente apprezzate dal pubblico elvetico. La stessa Regione Calabria sta ricevendo sempre più interesse, anche a seguito dell’apertura di voli diretti ZUrigo-Lamezia Terme, che facilitano lo spostamento.
La Svizzera: mercato di sbocco strategico per l’agroalimentare italiano
Il flusso non è solo turistico: la Svizzera è uno dei principali mercati di destinazione per i prodotti agroalimentari italiani. Nel 2025 l’export Made in Italy della filiera ha superato i 72 miliardi di euro, con la Svizzera che ha registrato una crescita del +16,3%, tra le performance più brillanti al di fuori dell’Unione Europea.
Nel primo quadrimestre del 2025, l’export italiano verso la Svizzera è cresciuto del +13,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, confermando il ruolo della Confederazione Elvetica non solo come mercato di sbocco privilegiato, ma anche come piattaforma logistica e commerciale di riferimento nel centro Europa.
Tra i prodotti più esportati spiccano i vini — con un valore complessivo di oltre 8 miliardi di euro a livello globale — seguiti dai prodotti da forno e dolciari (circa 5 miliardi) e dai formaggi e latticini (oltre 4 miliardi).

