Un affondo trasversale sul settore della meccanica è quello che è stato organizzato in Veneto da Confartigianato Polesine, con il contributo di Ebav, che ha affidare il timone della verticale sull’export Made in Italy alla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.
La Confederazione Elvetica rappresenta il sesto mercato di destinazione dei beni Made in Veneto e il quinto su base nazionale. È stato il convegno “Metal Hub — Il Polesine oltre i confini” ad aver acceso i riflettori su un tema portante che vede il settore MEM al timone di una strategia di ampio rilancio economico di un’area del nord Italia con un grandissimo potenziale: la provincia di Rovigo.
Numerosi i punti a favore di investitori e buyer svizzeri che sono stati snocciolati nel corso dell’incontro che si è tenuto lo scorso 9 febbraio nella sede della Camera di Commercio Venezia-Rovigo: dalle opportunità fiscali insite nella nuova ZLS, alle occasioni di collaborazione tra PMI rodigine e venete con buyer elvetici. Ne è emerso un confronto operativo sulle strategie di internazionalizzazione e sulle opportunità offerte dai mercati prossimi all’Italia, con un focus dettagliato proprio sulla Svizzera.
La platea ha ascoltato gli speech di inquadramento di:
- Marco Campion (Presidente Confartigianato Polesine),
- Massimo Bitonci (Assessore regionale al Commercio e allo Sviluppo Economico),
- Marco Casadei (Dirigente Camera di Commercio Venezia e Rovigo)
- Andrea Bimbatti (Vicesindaco del Comune di Rovigo).
Sono quindi intervenuti:
- Nerio Dalla Vecchia (Presidente Federazione Meccanica di Confartigianato Imprese Veneto) con un’analisi di contesto sulla manifattura artigiana veneta,
- Marzia Polles (Responsabile Studi e Statistica, Camera di Commercio di Venezia Rovigo) con un focus sulla filiera della meccanica polesana, imprese ed export.
A seguire, la tavola rotonda che ha visto protagonisti Andrea Penzo (Founder di Export Trade Solution Srl) e la CCIS rappresentata da:
- Fabrizio Macrì (Segretario Generale)
- Ilaria Ceddia (Responsabile Settore Beni Industriali)
- Greta Laggia (Account Settore Beni Industriali).
Il confronto positivo che ne è nato, moderato da Fiammetta Benetton (Press Office della CCIS), ha offerto una panoramica dettagliata e molto apprezzata sul supporto allo sviluppo internazionale del business ancorato a spunti anche di carattere pragmatico e immediatamente spendibile per le PMI presenti in sala. Macrì e Ceddia hanno illustrato le dinamiche della domanda elvetica e i servizi concreti per favorire l’incontro tra produttori artigiani MEM Veneti e buyer svizzeri, facendo anche riferimento ai dati che erano stati forniti da CCIA Venezia Rovigo e da Confartigianato Polesine che parlano di settore con importanza strategica.
La filiera della meccanica e della subfornitura in Veneto è una realtà tanto articolata quanto strategica che conta 19.804 imprese registrate, di cui oltre il 46% artigiane (circa 9.213 realtà) e quasi 7.700 attive direttamente nella meccanica. Inoltre, nel periodo ottobre 2024 – settembre 2025 le esportazioni della meccanica veneta hanno raggiunto €41,2 miliardi, pari al 53,4% dell’export manifatturiero regionale. Guardando alla provincia di Rovigo emerge che, nei primi nove mesi del 2025, l’export manifatturiero di Rovigo ha raggiunto quota €1,171 miliardi, con una flessione del -5,4% rispetto allo stesso periodo del 2024; le esportazioni verso i Paesi UE si sono mantenute sostanzialmente stabili (€825,9 milioni), mentre i mercati extra‑UE risultano più penalizzati (€345,1 milioni, -16 punti percentuali). Ed è proprio qui che la Svizzera può rappresentare l’elemento di distinzione: la prossimità, la rete infrastrutturale, la domanda chiara di forniture incontra l’offerta Polesana, che si caratterizza di aziende specializzate nello stampaggio di materie plastiche, nella creazione di tubi e lavorazione lamiera.
Nel corso dei loro interventi, Fabrizio Macrì e Ilaria Ceddia hanno sottolineato proprio questi concetti e individuando nella Svizzera un partner “naturale” per progetti di subfornitura, sviluppo congiunto e trasferimento tecnologico. La CCIS ha infatti fatto leva anche sul concetto di innovazione e capacità di problem solving: dote diffusa tra le aziende del comparto artigiano della manifattura Polesana.
La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha dunque anche illustrato all’attenta platea le opportunità offerte agli imprenditori e alle PMI interessate a sondare il terreno: la CCIS, infatti, propone attività di matchmaking commerciale, missioni e visite B2B, supporto normativo e doganale, analisi di mercato e percorsi di accompagnamento personalizzati per l’internazionalizzazione delle imprese Venete e Polesane sul mercato elvetico.
Per i professionisti ticinesi e per gli operatori svizzeri interessati a collaborazioni transfrontaliere, la CCIS ribadisce la propria disponibilità a facilitare contatti qualificati e a fornire consulenza specializzata nelle attività di matching con le PMI Italiane del settore della Meccanica (in questo frangente). L’obiettivo è tracciato e chiaro: trasformare il potenziale della filiera MEM Made in Italy in relazioni commerciali concrete con la Svizzera, riducendo tempi e rischi per le imprese che intendono consolidare o avviare rapporti con il mercato elvetico.
Prossimi appuntamenti sulla meccanica
La CCIS tornerà a parlare di meccanica con due eventi rivolti agli operatori del settore:
- a maggio 2026 a Zurigo con la seconda edizione dello Zuliefertag Italien – Giornata dei Fornitori Industriali Italiani: un pomeriggio di approfondimento orientato al business, finalizzato a mettere in contatto fornitori industriali italiani con responsabili acquisti svizzeri,
- il 30 ottobre 2026, a Lugano, per la terza edizione dell’Industrial Forum. Una giornata che prevede una sessione plenaria di formazione e informazione aperta a tutti gli operatori del settore italiani e svizzeri, seguita da workshop tematici e arricchiti da un’area espositiva B2B dove le aziende italiane potranno mostrare la propria produzione ai buyer svizzeri.
Rassegna Stampa sull’evento

