poter compensare almeno in parte la minore quantità. Il problema dell’acidità Tra gli elementi da osservare con maggiore attenzione c’è il rapporto tra zuccheri e acidità. Le alte temperature favoriscono infatti un rapido accumulo degli zuccheri e possono contribuire a una perdita più marcata di acidità. Questo non significa automaticamente ottenere vini di qualità inferiore, ma rende più importante il momento della raccolta e la gestione successiva delle uve in cantina. Per i produttori la sfida consiste quindi nel trovare il giusto equilibrio: raccogliere quando l’uva ha raggiunto un livello adeguato di maturazione senza aspettare troppo, evitando che il caldo faccia aumentare ulteriormente gli zuccheri mentre l’acidità continua a diminuire. È un equilibrio particolarmente importante per i vini bianchi, gli spumanti e, più in generale, per tutte quelle produzioni nelle quali freschezza e tensione acida rappresentano componenti fondamentali dello stile del vino. Il tema è stato evidenziato anche dagli operatori raccolti nell’analisi UIV: accanto alle buone gradazioni zuccherine, la bassa acidità rappresenta uno degli aspetti che richiederanno maggiore attenzione durante la trasformazione delle uve. Dal Piemonte alla Sicilia: un’Italia vitivinicola molto diversa La vendemmia 2026 dimostra ancora una volta quanto sia difficile descrivere il vigneto italiano attraverso un unico dato. In Piemonte, la raccolta del Moscato è già terminata e quella delle uve rosse è entrata in fase operativa. Le indicazioni qualitative sono positive, anche se le aree maggiormente colpite dallo stress idrico possono presentare rese inferiori. In Veneto le prime valutazioni sono altrettanto incoraggianti sul piano sanitario e qualitativo. La Valpolicella ha iniziato la raccolta in anticipo e prevede una produzione complessiva sostanzialmente in linea con quella del 2025, ma con una quota di uve destinata allo stoccaggio per contribuire all'equilibrio dell'offerta. In Friuli e nel Veneto orientale le varietà precoci presentano gradazioni superiori alla media. Qui, tuttavia, il caldo potrebbe avere avuto conseguenze sulle componenti aromatiche, mentre alcune grandinate hanno interessato localmente le aree del Prosecco. In Toscana le indicazioni qualitative sono molto positive, con uve sane e ricche di zuccheri. La vendemmia, però, si inserisce in un contesto nel quale la Regione e diversi Consorzi hanno scelto di contenere le rese per affrontare una situazione di mercato caratterizzata da una domanda meno dinamica. In Abruzzo e Molise la raccolta è partita con circa due settimane di anticipo. Le prime indicazioni sono particolarmente interessanti per Trebbiano e Pecorino, mentre per il Montepulciano occorre ancora attendere l'evoluzione della raccolta La Puglia presenta invece un quadro più articolato. Le prime valutazioni di Confagricoltura Puglia indicavano una possibile crescita della raccolta di uve da vino intorno al 10% rispetto al 2025. Si tratta però di una stima regionale e non può essere utilizzata per descrivere l’intera vendemmia italiana. Inoltre, la regione deve fare i conti con livelli elevati di vino e mosti ancora presenti nelle cantine. In Sicilia, infine, il caldo e la carenza d'acqua hanno inciso sulle quantità in alcune aree, mentre le uve raccolte in diversi territori stanno mostrando caratteristiche qualitative molto positive. Grandine ed eventi estremi: il fattore imprevedibile Il caldo e la siccità non sono stati gli unici elementi di preoccupazione. La Rivista L’Italia da bere La Rivista · Luglio - Settembre 2026 81
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=