delle persone che poi, di propria iniziativa, decideranno di fare diversamente da come hanno fatto sempre. Hai detto niente! Serve un sacco di lavoro e questo deve essere comunque accompagnato dalla libera scelta del singolo sul proprio stile di vita. Il secondo termine è invece riferito all’intervento strutturale, riguarda cioè il contesto in cui quelle scelte vengono fatte: la disponibilità e il prezzo degli alimenti sani, l'offerta nei negozi e nelle mense e come viene comunicata, quindi il marketing e il packaging degli alimenti; l'educazione alimentare a scuola e appunto, le politiche agricole. Una vera azione di promozione della salute deve saper unire l’intervento che aiuti a modificare le azioni individuali con un aggiustamento coerente delle condizioni ambientali e sociali. Se si punta solo sull’educazione e la consapevolezza, le informazioni date rischiano di restare lettera morta, di fronte, per esempio, a cibi troppo cari o non reperibili nel negozio sotto casa. Se si cambia l’offerta alimentare, ma senza contribuire a un cambio delle coscienze, si rischia di generare il malcontento associato a una decisione caduta dall’alto e a una reazione opposta a quella che si vorrebbe generare. Da qui il mio “NI” di prima. Le iniziative già in corso sul territorio Ma cosa succede oggi? Per quanto riguarda l’area di Zurigo, interventi comportamentali e strutturali sono già in atto. Quelli strutturali si sviluppano principalmente attraverso la regolamentazione degli acquisti pubblici, della ristorazione collettiva e del territorio. Per esempio, sono state introdotte direttive vincolanti che regolano il contenuto calorico e nutrizionale dei pasti standard serviti nelle mense cantonali, aumentando tra l’altro la quota di proteine vegetali a scapito di quelle animali, con il divieto assoluto di utilizzo di grassi idrogenati e la riduzione drastica di zuccheri aggiunti e alimenti ultraprocessati, soprattutto nelle scuole e nei KITA. Sono stati anche vietati, nei capitolati d'appalto cantonali, i prodotti trasportati via aerea e le verdure coltivate in serre riscaldate con combustibili fossili; infine sono stati imposti severi standard di benessere animale. Per quanto riguarda gli interventi sul comportamento, il focus principale è sulla fetta di popolazione più vulnerabile, ossia bambini e ragazzi in crescita e anziani, ma non mancano le iniziative rivolte a tutti. Per esempio, il Cantone offre diversi seminari e workshop su alimentazione sana e cucina equilibrata, sul miglioramento della salute intestinale, sulla prevenzione allo spreco alimentare (aperti a tutti), mentre nelle scuole e negli asili una parte del programma viene dedicata anche all’educazione alimentare, così come ci sono giornate di avviamento al movimento per gli over 65. Per conoscere tutte queste iniziative, anche in altri Cantoni, si possono consultare i Programmi d’Azione Cantonali (PAC) disponibili online. Vi lascio i link di quelli di Zurigo, Friburgo e Ticino in calce all’articolo. Insomma, per quanto ci sia ancora un sacco di lavoro da fare, strumenti in campo ce ne sono, così come la volontà di continuare su questa strada, anche. Non vedo invece come obblighi e forzature, possano essere La Rivista La Dieta rivista il messaggio non è "smettete di mangiare carne", ma "più equilibrio e regolarità che radicalità". La Rivista · Luglio - Settembre 2026 77
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