La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

anzi, mi correggo: dei singoli brand! E ciascuno è legato a uno dei miei vari nomi d'arte, i cosiddetti alias. Ne ho più di settanta, che si distinguono un po' l'uno dall'altro. Chi cerca sonorità deep, lounge o chill troverà Jago Alejandro Pascua. Chi invece cerca tech house o house seguirà i miei alias Alex Raider o The Sound Alchemyst. Settanta alias sono tanti. Come li gestisci? È molto impegnativo e ognuno va curato a modo suo. Jago Alejandro Pascua è quello più intimo, anche perché è strettamente legato al mio vero nome. Infatti, noto che molte persone percepiscono questo legame. I brani di Jago Alejandro Pascua hanno una forte risonanza. È la prova che fare davvero ciò che parte da te, ciò che senti tuo, ti farà sempre trovare il tuo pubblico. Nelle dirette sui miei canali YouTube o TikTok i ragazzi mi chiedono spesso: "Alex, che cosa devo fare? Tu hai tutti questi alias, e li stai gestendo con successo... come fai? Che identità mi devo creare?" A loro rispondo semplicemente: "Tu sei unico e irripetibile. Quindi sii te stesso. Solo così sarai in grado di trasmettere la tua unicità, anche con diversi alias." Sembra una risposta contro ogni logica o trend attuale, eppure è di un'importanza fondamentale. Il tuo canale YouTube è collegato al tuo alias Alex Raider, che nelle ricerche compare spesso. Il canale Youtube, come tutti i miei social, al momento sono un po' trascurati perché preferisco impiegare il mio tempo nella produzione musicale. Riguardo l'alias Alex Raider, lo tengo ancora in vita perché è stato il mio primo in assoluto e affonda le sue radici nella psichedelia degli anni Settanta. Da bambino i miei genitori mi mettevano le cuffie e mi facevano scoprire sul giradischi i Pink Floyd, i Doors, i Jethro Tull, ma anche Richard Clayderman. Era musica di grande qualità e sono ancora grato a loro per avermela fatta conoscere. Quell'impronta mi è rimasta dentro: quando in una mia traccia, accanto all'anima soul, senti emergere qualcosa che richiama insieme Pink Floyd, Doors e Tangerine Dream, è proprio da lì che viene. E dunque, quella traccia, la firmo Alex Raider. Per ogni alias crei un progetto specifico? È diverso: prima produco la traccia. Poi di solito la riascolto attentamente il giorno dopo e la associo all'alias giusto. Quando, ad esempio, produco un brano con una chitarra acustica, lo associo a un altro mio alias, Maximo Gladius. Un altro elemento importante sono i remix. Quasi ogni tuo brano viene remixato, a volte proprio da te. Questa tecnica è importante, perché ti dà la possibilità di ripescare un brano che magari hai composto tre o quattro anni fa e riportarlo ai giorni nostri. Talvolta capita che per un brano non sia ancora il momento giusto, ma che qualche anno dopo lo diventi. Con un remix puoi riproporlo in veste moderna. Navigando su un portale specializzato in musica elettronica, ho notato accanto ai tuoi brani il contrassegno "Human Made". Una specie di dichiarazione che le produzioni sono state realizzate da un essere umano – in questo caso da te in persona. Questo contrassegno ufficiale toglie ogni dubbio sul fatto che questo mio immenso catalogo sia davvero mio. Se hai passione, se hai il fuoco dentro di te che ti guida, riesci a lavorare e realizzare la musica di produzione propria. Musica fatta interamente con l'intelligenza artificiale, secondo me non ha e non avrà mai la profondità che le conferisce quella umana. Comunque, l'intelligenza artificiale non è completamente assente. Il che significa? Che può essere un aiuto, come lo erano magari il campionatore negli anni Ottanta, il sintetizzatore o i plugin attuali di correzione automatica. Molti brani sul portale a cui hai accennato sono "AI-assisted", perché alcuni DJ cercano proprio un certo tipo di musica iperperfetta. Il gusto musicale, in un certo modo, si sta omologando e La Rivista · Luglio - Settembre 2026 73

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