La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

LA SSR CAMBIA PER RESTARE VICINA AL SUO PUBBLICO Nelo Risi, fratello del regista Dino, nel 1994 pubblicava all’interno della raccolta poetica Il mondo in una mano, un componimento dal titolo Telegiornale. La poesia faceva così: Stando nel cerchio d’ombra come selvaggi intorno a un fuoco bonariamente entra in famiglia qualche immagine di sterminio. Così ogni sera si teorizza la violenza nella storia. Sono passati più di vent’anni e una rivoluzione digitale. E se prima a risultare anacronistici erano i selvaggi attorno al fuoco, ora lo è pure la famiglia intorno al televisore. Oggi ci si informa – e si teorizza! – in tutt’altro modo. Per sopravvivere, il mondo dei media ci si deve adattare, e quindi comprendere le nuove modalità di ricerca, approfondimento, dibattito, fruizione del pubblico; che non si ritrova più necessariamente davanti allo stesso schermo, la stessa ora, a condividere lo stesso programma. È dentro questa trasformazione delle abitudini mediatiche che la SSR sta ripensando il proprio futuro. Non si tratta semplicemente di trasferire sul web ciò è stato prodotto rendendolo accessibile, ma di costruire un servizio pubblico capace di raggiungere le persone ovunque e in tanti formati diversi, mantenendo al tempo stesso ciò che ne costituisce il valore: indipendenza, qualità, affidabilità e vicinanza alle diverse regioni linguistiche e culturali della Svizzera. Il progetto strategico Enavant, avviato alla fine del 2024, rappresenta il cuore di questo processo. La SSR vuole diventare “più efficiente, più agile e più digitale”, come ha spiegato la direttrice generale Susanne Wille. L'obiettivo non è ridurre l'offerta, ma concentrare le risorse là dove possono generare il maggiore valore per il pubblico. “Non si è mai trattato di sostituire semplicemente ciò che esiste”, sottolinea Jean-Michel Cina, che ha recentemente annunciato di voler lasciare la presidenza della SSR nella primavera del 2027. “Il nostro compito è sviluppare ulteriormente il servizio pubblico, preservandone al contempo i punti di forza”. Un’altra risposta a questo cambiamento è Play+. Dopo Play Suisse, lanciata nel 2020, la nuova piattaforma riunisce in un unico spazio contenuti provenienti dalle diverse regioni linguistiche e combina diretta e streaming. La direzione è dunque chiaramente digitale, senza che questo significhi abbandonare i canali lineari. È infatti importante sottolineare che la SSR intende continuare a investire nella radio e nella televisione tradizionali, accompagnandole però con un'offerta digitale sempre più forte. L’importanza del pubblico La sfida è resa ancora più complessa dalla frammentazione del pubblico. Il digitale ha moltiplicato le possibilità di scelta, ma ha anche indebolito quella dimensione collettiva che radio e televisione potevano creare quando gran parte della popolazione seguiva contemporaneamente gli stessi programmi (la famiglia intorno al televisore di Nelo Risi, per intenderci). Oggi ciascuno può costruirsi La Rivista Tele-visioni Non è più il tempo in cui ci si riuniva in famiglia davanti al televisore. Eppure… A cura di Valentina Grignoli* La Rivista · Luglio - Settembre 2026 68

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=