La Rivista Visioni del tempo Sul solo terreno della forza costante, il silicio supera nettamente i remontoir a molla; eppure suscita meno devozione, per una ragione che non tocca le prestazioni ma la discendenza. Una molla caricata e rilasciata da ruote appartiene all'arte più antica — ottone, acciaio, la pazienza della mano — mentre il silicio raggiunge lo stesso fine per una strada che la tradizione non riconosce del tutto come propria. Il che ci riporta al polso e alla piccola lancetta saltante da cui siamo partiti: un orologio, come la maggior parte di quelli che ancora montano un remontoir, costruito secondo l’antica disciplina delle molle e delle ruote. Sembra la cosa più ordinaria sul quadrante. Ma ora sapete cosa c’è dietro: una molla vicino al bilanciere, ricaricata a piccoli sorsi, che tiene in riserva un unico impulso preciso contro tutto ciò che il bariletto può scagliarle contro — e dietro quella molla, generazioni di orologiai che non potevano accettare che l’ultimo istante di un viaggio così lungo e pieno di perdite fosse lasciato al caso. La lancetta fa un balzo. Da qualche parte, fuori dalla vista, la piccola molla si rilascia, viene catturata e si rilascia di nuovo. Il secondo che segna è esatto, ed è esatto di proposito. Pubblicato il 30 aprile 2026 in edizione indipendente sotto l’insegna WatchDossier, Against the Grain non è un catalogo né una guida all’acquisto, ma un saggio che prende in prestito dalla critica cinematografica un’idea precisa: quella dell’autore. Come un regista imprime la propria visione a un film, l’orologiaio indipendente firma il proprio segnatempo come un autore firma un’opera — un artefatto culturale prima che un prodotto. Da questa premessa Sergio Galanti costruisce un volume che ripercorre quasi mezzo secolo di orologeria svizzera, dalla crisi del quarzo a oggi, con lo sguardo di chi segue da anni il mondo indipendente lontano dai riflettori delle grandi manifatture. Il libro alterna capitoli narrativi e sezioni chiamate «Cards»: letture ravvicinate di singoli orologi — trentacinque in tutto, riprodotti a colori — ciascuna accompagnata da una scheda tecnica essenziale (funzione, movimento, frequenza, riserva di carica, cassa, quadrante). Undici capitoli costruiti non attorno ai marchi ma attorno a figure e convinzioni: l’idea che attraversa l’intero volume è che l’indipendenza orologiera sia una forma di resistenza culturale alla standardizzazione industriale, e che l’autorialità artigiana conservi un valore che nessuna corporazione può replicare. Coerente con il proprio soggetto è anche il modo in cui il libro circola. Nessuna piattaforma, nessun canale di vendita: la prima edizione — venticinque copie numerate, ormai esaurite — e la successiva tiratura firmata si ottengono soltanto su richiesta diretta all’autore, esattamente come si acquista l’orologio di un indipendente. Curato nella veste tipografica, Against the Grain sceglie la misura contro l’abbondanza: pochi soggetti, letti a fondo. Un libro che non racconta l’orologeria indipendente dall’esterno, ma ne adotta la logica. Editore: WatchDossier (edizione indipendente) Pagine: 225, interamente a colori Formato: 15,2 × 22,9 cm Orologi analizzati: 35 Lingua: inglese Edizione: prima tiratura numerata di 25 copie (esaurita); edizione firmata su richiesta ISBN: 978-3-9526526-0-2 Prezzo: 55 CHF Sergio Galanti è uno scrittore indipendente di base in Svizzera, specializzato nell’industria dell’alta orologeria e consulente di collezionisti e investitori privati. Collabora con testate orologiere italiane e internazionali. Watch Expert certificato dalla FHH, è curatore di WatchDossier (watchdossier.ch), pubblicazione dedicata alle correnti culturali e filosofiche dell’orologeria contemporanea. AGAINST THE GRAIN A Cultural History of Swiss Independent Watchmaking Un saggio di Sergio Galanti La Rivista · Luglio - Settembre 2026 67
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