La seconda volta risponde a un problema diverso. Anche azzerato ogni secondo, un remontoir non consegna al bilanciere un impulso perfettamente uguale: un bilanciere a 21.600 alternanze all'ora riceve sei impulsi nell'arco di quel secondo e, poiché la molla si distende progressivamente, quei sei impulsi non sono uguali — il primo è più forte dell'ultimo. Nel Différentiel d'Égalité del 2018 Stephen Forsey ha impiegato un differenziale per appianare quel residuo: non, come nel Double Balancier, per mediare due bilancieri, ma per pareggiare la forza di uno solo, consegnando allo scappamento un flusso continuo anziché una successione di scatti. Dove il primo differenziale media due oscillatori e ne smorza lo scarto tra le posizioni, questo pareggia un'unica forza e ne attenua l'errore d'intensità. Una questione di discendenza Ogni meccanismo finora, per quanto ingegnoso, è costruito con gli stessi due elementi: una molla e le ruote che la caricano e la rilasciano. Le soluzioni più pure fanno a meno delle ruote — e con esse dell'idea stessa compito diverso. Nel Double Balancier à Différentiel Constant del 2016 affianca due bilancieri inclinati a 30°, ciascuno battente per conto proprio; per via dell'inclinazione si trovano sempre in posizioni complementari, e un differenziale ne media le marce, smorzando l'errore di posizione — lo stesso che il tourbillon corregge facendo ruotare un solo oscillatore, e a cui qui si risponde con due bilancieri invece di uno. La forza costante è affidata a due minuscole molle a spirale montate sul differenziale: riarmate dalla molla motrice ogni quattro minuti, restituiscono ai bilancieri una spinta costante anche mentre i bariletti si scaricano lungo le settantadue ore di riserva. L'intero insieme si erge sopra il movimento in una torre visibile lato quadrante, e in cima a essa un disco ruota a segnare ogni rada ricarica — così lenta che osservarla premia la pazienza più che l'attenzione: uno strumento costruito per leggere un altro strumento. di una molla da ricaricare: l'impulso costante non è più attinto da una riserva, ma nasce dal gesto stesso dell'elemento elastico che lo produce. L'intuizione era di un orologiaio della Rolex, Nicolas Déhon; a renderla realizzabile fu il silicio, modellabile in forme precluse all'acciaio — una lamella che si flette e scatta tra due posizioni con la stessa forza a ogni colpo. Girard-Perregaux ne ha fatto il cuore del suo Constant Escapement. Fig. 5 - Arnold & Son, Constant Force Tourbillon, 2015. Fonte: Arnold & Son. Fig. 6— Greubel Forsey, Double Balancier, 2016. Fonte: Greubel Forsey Fig. 7 - Greubel Forsey, Différentiel d’Égalité, 2018. Fonte: Greubel Forsey. Fig. 8 - Girard-Perregaux, Constant Escapement L.M. Premio Aiguiolle D’ Or GPHG 2013. Fonte: Girard-Perregaux. La Rivista · Luglio - Settembre 2026 66
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=