La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

tanto buon gusto che valorizza ogni elemento – chapeau! Attraversando gli interni la moda (ma non quella di Van Noten) occupa un ruolo centrale, la bellezza si fa indagine: quindici silhouette di Christian Lacroix (con cui Van Noten ha collaborato nel 2019), comprese creazioni provenienti da collezioni private, rivelano l’alta sartoria, le costruzioni stratificate, il gusto per i materiali preziosi, ornamenti, e la tipologia specifica, le infinite ore di lavoro. In parallelo le provocative silhouette d’archivio di Rei Kawakubo per Comme des Garç ons (dal 2015 in poi) con le spettacolari parrucche di Julien d’Ys mostrano forme scultoree e concettuali, costruzioni voluminose che agiscono come presenze autonome. Ma non vi sono solo i grandi dell’Alta Moda: al secondo piano, nella sala Against the grain, tra sedie di Joris Laarman (progettate in rete e in seguito eseguite a mano), sono esposti abiti di Ayam Hassan realizzati a Gaza, simbolo della resistenza palestinese. Le amplissime sale sono divise da imponenti ritratti di Steven Shearer, un progetto d’avanguardia con fotografie di persone a lui sconosciute prese a casaccio dalla rete (quando questo era ancora possibile) e ingrandite a immagini monumentali. Poi i gioielli di Codognato, non solo eccelsi orafi, ma tre generazioni di collezionisti d’arte. Nella sala Bending Light, assieme a calici e caraffe del 1730 di Briati disposti nelle antiche vetrine, si contrappongono vetri spettacolari di Alexander Kirkeby, tra cui un tavolo interamente di vetro su cui spiccano le ombre dei piedi e delle due brocche posate sopra, come del candelabro appeso in alto: magico! All’interno della storica piccola cappella privata ci sono lavori di Ann Carrington: a prima vista due forme da candelabro che affiancano l’altare su cui vi è poggiato un terzo ornamento. In argento? O in acciaio? Ma guardando bene, si nota che il tutto è formato da resti di posate riutilizzate e chiodi assemblati in forme geometriche, fiori e zanne spiraliformi: recycling parLa mostra curata dallo stesso Van Noten e da Geert Bruloot celebra l’artigianato, l’arte del manufatto e la sua importanza vitale (come una volta lo celebrava il Bauhaus). La Rivista · Luglio - Settembre 2026 61

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