ni marocchini, per lo più donne. Storie, gesti, relazioni umane, emozioni attivano spazio, memoria e tempo. L'installazione indaga sul concetto di soglia, la âatba – il passaggio tra interno ed esterno, privato e pubblico, sacro e profano, al centro dell'architettura vernacolare marocchina. Eventi collaterali Queste esposizioni, selezionate e riconosciute dalla Biennale, sono state organizzate in modo autonomo e si svolgono fuori dalle due sedi istituzionali. Bizzarro che in molte di queste sovente ero la sola e unica visitatrice (o quasi). In Piazza San Marco Nel centro della Serenissima, a Piazza San Marco, nello storico Negozio Olivetti, capolavoro dell’architettura di Carlo Scarpa, ho trovato Hybrids di Leandro Erlich. Vi sono esposte circa venti sculture, alcune delle quali inedite, che danno forma a organismi impossibili, come macchine da scrivere di sabbia, una farfalla con ali-orecchie, un albero che termina in piedi umani, edifici che paiono sciogliersi come la neve al sole e altri ibridi “che suggeriscono che l’arte non sia un ornamento del mondo, ma una forza che continua la creazione”.2 Un piccolo grande gioiello secondo la filosofia “Less is more” di Mies van der Rohe. Dall’altra parte della piazza, la Fondazione Bevilacqua La Masa accoglie Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes, una mostra (purtroppo chiusa lo scorso 25 luglio 2026) su tre maestri della pittura moderna con tre diversi approcci all’oggetto. Piccoli spazi, poche opere, ma queste di assoluta altissima qualità – da urlo! Nei Palazzi Al piano terra di Ca’ Tron (palazzo veneziano che si affaccia sul Canal Grande, costruito nella seconda metà del Cinquecento) è esposta Ocean of Drops, di Tony Cragg (artista anglo-tedesco nato nel 1949), tra le voci più autorevoli della scultura contemporanea internazionale. La mostra impostata attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano, che dà il titolo all’intero progetto, riunisce una selezione di opere recenti in pietra e legno di grande formato. Le sculture in marmo di Cragg mettono in discussione i meccanismi attraverso cui percepiamo il mondo: la serie sul fianco sinistro della sala espositiva sembra un ammasso di pietra irregolare, ma se ci voltiamo dalla parte dell’imbarcadero, ossia dell’entrata sul Canale, scopriamo che ogni pietra ha le sembianze di un volto umano, uno diverso dall’altro – stupefacente! Palazzo Fortuny ospita Dreamers, dello scultore austriaco Erwin Wurm. La mostra è strutturata in modo ingegnoso. Al piano terra una personale dedicata all'opera di Wurm, con i Sognatori, personaggi immersi in cuscini che sembrano nuvole, mentre è solo ai piani superiori che il suo lavoro entra in dialogo con Mariano Fortuny: ed è proprio qui che si rivela la vera intelligenza dell'esposizione incentrata su – niente popò di meno, giacché siamo da Fortuny – sull’abito. La plasticità malleabile e dai toni chiari delle figure vane di Wurm emerge dalle ombre della sontuosa collezione del museo. Ciò a cui assistiamo qui è più di un semplice montaggio di contrasti. Fortuny e Wurm separati da un secolo, da continenti, da interessi e da temperamenti, condividono un’ossessione: il rapporto tra tessuto e corpo, tra abito e gesto. L’abito Delphos di Fortuny dalle leggendarie plissettature, di seta che perde letteralmente forma se privo di un corpo che gliela conferisca, e la serie Substitutes di Wurm, in cui gli abiti vuoti si trasformano in monumenti all’assenza, parlano la stessa lingua, ma in dialetti diversi. “L'ordinario ci è così vicino e familiare che tendiamo a trascurarlo. Guardare l'ordinario dalla prospettiva dell'assurdo e del paradosso ci offre l'opportunità di vedere qualcosa di diverso, forse più interessante.” – Erwin Wurm3 Ca’ Corner della Regina, costruito tra il 1723 e il 1728 da Domenico Rossi per conto della famiglia dei Corner di San Cassiano, palazzo situato nel sestiere di Santa Croce e affacciato sul Canal Grande, dal 2011 diventa la sede veneziana della Fondazione Prada. Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince è la mostra a cura di Nancy Spector che mette in relazione le opere di due tra i più rilevanti artisti americani contemporanei, Palazzo Fortuny ospita Dreamers, dello scultore austriaco Erwin Wurm. La mostra è strutturata in modo ingegnoso. Al piano terra una personale dedicata all'opera di Wurm, con i Sognatori, personaggi immersi in cuscini che sembrano nuvole La Rivista · Luglio - Settembre 2026 57
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