La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

La Rivista La Lingua batte dove... I superpoteri Quando ero bambino leggevo molti fumetti. Ogni settimana ricevevo un albo di Topolino con le avventure dei personaggi creati da Walt Disney. Personalmente mi piacevano le avventure dei paperi e avevo eletto la città di Paperopoli come il mio luogo preferito. Mi appassionavano soprattutto Paperinik e Super Pippo, cioè la versione di Paperino e Pippo con i superpoteri. Sono episodi estemporanei di due personaggi “normali” che all’improvviso diventano invincibili e sconfiggono il cattivo di turno. Fondamentali, per me, furono anche le figure di Archimede Pitagorico ed Eta Beta che, con il loro ingegno, risolvevano tutti i problemi. Mi ricordo in particolare di un episodio in cui era presente un apparecchio elettronico, inventato dal papero, che serviva a parlare e capire tutte le lingue, anche quelle degli extraterrestri. Avrei voluto averlo io quell’aggeggio per comunicare senza problemi con le bionde bambine tedesche, olandesi o belghe che incontravo durante le vacanze al mare. Erano gli anni Settanta però i creatori dei fumetti dell’epoca avevano già previsto i traduttori simultanei oggi ampiamente diffusi grazie alla tecnologia digitale. Oggi posso dire che, grazie alle storie di Topolino, ho sicuramente ampliato il lessico del mio italiano e credo anche di aver imparato a usare precocemente il congiuntivo, forse perché a Disneyland si parla un ottimo italiano. Inoltre, negli stessi anni, attraverso i fumetti di Asterix ho iniziato a fare conoscenza con i primi rudimenti di latino e Storia romana. S.P.Q.R, sono pazzi questi romani. Letteratura minore (?) Con l’adolescenza i miei interessi per i fumetti sono cambiati. Tex Willer e i suoi compagni di avventura mi hanno fatto cavalcare con la fantasia nel selvaggio ovest americano. Le prime parole di spagnolo le ho imparate tra le sparatorie davanti ai saloon di Durango o Kansas City. Adelante gringo, sangre y muerte, vamos muchachos! Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, mi ha portato attraverso un’Inghilterra piena di misteri, fantasmi e mostri. Con lui iniziai finalmente ad apprezzare l’inglese che, invece, mi facevano detestare a scuola. Parallelamente ad altri eroi umani, come Zagor o Mister No, iniziai a seguire anche le gesta dei supereroi, cioè i moderni semidei molto simili alle figure mitologiche che studiavo al liceo traducendo faticosamente dal greco o dal latino brani dell’Odissea, dell’Iliade o dell’Eneide. E così, insieme al Pelide Achille e all’ ingegnoso Ulisse, nel mio mondo immaginario entrarono i Fantastici 4, l’incredibile Hulk, Iron Man, l’Uomo di Raffaele De Rosa Grazie alle storie di Topolino, ho sicuramente ampliato il lessico del mio italiano e credo anche di aver imparato a usare precocemente il congiuntivo, forse perché a Disneyland si parla un ottimo italiano La Rivista · Luglio - Settembre 2026 47

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