La Rivista Cultura La cultura non è un costo: in Italia genera 115,8 miliardi di euro C’è un’Italia che produce ricchezza attraverso la cultura e che spesso rimane nascosta dietro l’immagine, pur fondamentale, del Paese dei musei, delle città d’arte e del patrimonio storico. È l’Italia dei designer, degli architetti, degli editori, degli sviluppatori di videogiochi, dei professionisti dell’audiovisivo e della comunicazione. È quella dei teatri e delle arti visive, ma anche delle tecnologie digitali, della creatività applicata all’industria e delle nuove professioni nate dall’incontro tra cultura e innovazione. Un universo che nel 2025 ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell’economia nazionale, e ha dato lavoro a quasi 1,54 milioni di persone. A raccontarlo è la sedicesima edizione di “Io sono cultura”, il rapporto realizzato da Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Fondazione Symbola e Deloitte, con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo e Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura. Presentato a Roma nella sede dell’Universitas Mercatorum, il rapporto fotografa un settore che non solo continua a crescere, ma sta cambiando rapidamente pelle. Un euro di cultura ne mette in moto altri 1,7 Il dato forse più significativo non è soltanto quello dei 115,8 miliardi prodotti direttamente dal settore. Per ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo, infatti, se ne attivano altri 1,7 nel resto dell’economia. L'effetto complessivo arriva così a circa 310 miliardi di euro, pari al 15,4% del Pil italiano. È la dimostrazione di quanto sia ormai difficile considerare la cultura un comparto isolato. Il suo impatto attraversa il turismo, la manifattura, i servizi, il commercio, la tecnologia e l’industria. E soprattutto contribuisce a rendere attrattivi i territori, a richiamare talenti e competenze e a creare condizioni favorevoli all’innovazione. Nel 2025 il sistema è cresciuto del 3,3% rispetto all’anno precedente, mentre l’occupazione è aumentata dell’1,7%. Numeri che raccontano una filiera in salute, ma anche un processo di trasformazione ormai evidente. La creatività esce dai suoi confini Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo comprende due grandi anime. La prima è il Core Cultura, cioè l'insieme delle attività direttamente riconducibili alla produzione culturale e creativa. Nel 2025 ha generato 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto, crescendo del 3,2%. La seconda è rappresentata dagli Embedded Creatives, i professionisti della cultura e della creatività che lavorano in settori diversi da quelli tradizionalmente culturali. Designer, esperti di comunicazione, storyteller, curatori, art director, artisti e architetti sono ormai parte integrante dei processi di innovazione di moltissime imprese. Questa componente vale quasi 49 miliardi di euro e nel 2025 è cresciuta del 3,4%. Quasi 1,54 milioni di occupati e 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto. Il sistema culturale e creativo italiano cresce, innova e si digitalizza. Ma dietro i numeri restano precarietà, lavoro autonomo e nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità. L’immagine della copertina della sedicesima edizione del rapporto “Io sono cultura”, La Rivista · Luglio - Settembre 2026 34
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