La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

Samuele Porsia direttore Agenzia ICE - Berna: “Creare opportunità per le imprese italiane e rafforzare il posizionamento economico del Paese all’estero” di Giangi Cretti La Rivista L’incontro Cento anni: un traguardo che rappresenta una pietra miliare. Possiamo dire che l’obiettivo è da sempre lo stesso: promuovere l’Italia nel mondo? Direi di sì, anche se sono cambiati radicalmente gli strumenti e il contesto. ICE nasce nel 1926 come Istituto Nazionale per le Esportazioni con l’obiettivo di accompagnare le imprese italiane sui mercati internazionali. Cento anni dopo, la missione di fondo resta quella: creare opportunità per le imprese italiane e rafforzare il posizionamento economico del Paese all’estero. Naturalmente oggi internazionalizzazione significa molto più che esportare: significa tecnologia, innovazione, servizi, startup, partnership industriali e presenza stabile sui mercati. Un dato dà la misura del cambiamento: nel 1926 le esportazioni rappresentavano circa il 12% del PIL italiano; oggi siamo intorno al 32%. La missione è rimasta, la scala e la complessità sono completamente diverse. Una storia centenaria è naturalmente cadenzata da tappe fondamentali. Fra le tante, due hanno segnato gli ultimi anni: la trasformazione in Agenzia e il passaggio da quello che un tempo si chiamava Ministero per il commercio con l’estero al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ci può spiegare le ragioni di questi cambiamenti? Sono due passaggi che rispondono alla stessa esigenza: rendere il sistema di supporto all’internazionalizzazione più operativo e più integrato. La trasformazione in Agenzia ha rafforzato il ruolo di ICE come braccio operativo delle politiche di internazionalizzazione. Dal 2020, poi, le competenze in materia di commercio internazionale e internazionalizzazione, insieme alla vigilanza su ICE, sono passate al MAECI. La logica è chiara: integrare maggiormente la promozione economica con la rete diplomatica e consolare italiana nel mondo. Il MIMIT mantiene naturalmente un ruolo centrale nella governance strategica insieme al MAECI. Quindi non è un cambio di missione, ma un modello che punta a rendere più coordinata l’azione del Sistema Paese all’estero. A queste, recentemente, pressoché concomitante con le celebrazioni dell’anniversario, se ne è aggiunta un’altra: l’accordo siglato con Unioncamere. Ce ne illustra il significato? Qui farei una precisazione: si tratta dell’Accordo Quadro siglato tra MAECI e Unioncamere nel luglio scorso, al quale ICE partecipa nel quadro più ampio del Sistema Italia. Il significato è molto concreto: mettere maggiormente in comunicazione L'Agenzia ICE conta un network complessivo di 96 fra sedi, uffici, desk e punti di corrispondenza internazionali all'estero. In Svizzera, dopo un periodo di assenza a partire dal 1996, l'Agenzia ICE (originariamente conosciuta come Istituto nazionale per il Commercio Estero) è tornata operativa con un proprio ufficio operativo a Berna presso l’Ambasciata d’Italia dal febbraio 2014. Ne è responsabile Samuele Porsia. Nell’anno del centenario della sede nazionale, lo abbiamo intervistato. La Rivista · Luglio - Settembre 2026 30

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