La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

contribuito alla crescita dell'immagine italiana nel mondo. È un richiamo che sposta il baricentro della celebrazione: il patrimonio dell'ICE non è costituito soltanto dalla sua storia, dalle sue strutture o dalla sua rete internazionale, ma soprattutto dalle competenze accumulate nel tempo e dalla capacità delle persone di metterle al servizio delle imprese. In un'economia nella quale tecnologia e intelligenza artificiale stanno modificando rapidamente processi e professioni, questo elemento assume un valore ancora maggiore. Le piattaforme possono moltiplicare le informazioni, ma la capacità di interpretarle, selezionarle e trasformarle in relazioni economiche continua a dipendere dalle competenze. Cento anni non sono un punto d'arrivo Un centenario invita naturalmente a guardare indietro. Ma per un'istituzione che si occupa di mercati internazionali, guardare soltanto al passato sarebbe quasi un controsenso. Il mondo nel quale l'ICE entra nel suo secondo secolo è segnato da trasformazioni profonde: nuovi equilibri economici e geopolitici, transizione energetica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, riorganizzazione delle catene produttive e crescente attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti. Per le imprese italiane questo significa nuove opportunità, ma anche nuove complessità. Anche su questo punto la prospettiva del presidente è chiara: l'Italia deve continuare a presidiare i mercati nei quali è già presente, ma contemporaneamente deve essere capace di aprirne di nuovi. L'azione di accompagnamento delle imprese assume quindi un valore strategico, soprattutto in una fase internazionale caratterizzata da maggiore volatilità e da una crescente complessità degli scambi. La Rivista Primo piano Nel 1924 l’Italia attraversava una fase politica e sociale particolarmente delicata. Il fascismo non aveva ancora assunto pienamente i caratteri del regime, ma la violenza delle squadre fasciste era ormai evidente e il Paese si trovava in un momento di forte tensione. In questo contesto nacque la Crociera della Regia Nave Italia, un’imponente iniziativa che univa finalità economiche, commerciali, culturali e politiche. L’impresa fu sostenuta da Benito Mussolini e Gabriele D’Annunzio e aveva come principale obiettivo quello di rafforzare la presenza italiana nei mercati dell’America Latina, sfruttando le opportunità offerte da Paesi ricchi di risorse e caratterizzati dalla presenza di numerose comunità di emigrati italiani. La nave, precedentemente appartenuta alla marina mercantile tedesca con il nome di König Albert, fu ristrutturata e partì da La Spezia il 18 febbraio 1924. Il viaggio aveva una duplice funzione: da un lato promuovere i prodotti italiani, dall’altro rafforzare la presenza politica e culturale dell’Italia all’estero. La nave fu infatti trasformata in una vera “fiera campionaria navigante”, con esposizioni di automobili, armi, macchine da scrivere, prodotti alimentari, tessuti, ceramiche, vetri, farmaci e altri prodotti delle principali industrie italiane, tra cui FIAT, Beretta, Olivetti, Perugina, Campari e Richard Ginori. Grande spazio fu dedicato anche all’arte e all’artigianato. Furono organizzate mostre di pittura e scultura, una mostra del libro e un’esposizione delle arti femminili e popolari, nella quale erano rappresentati prodotti tipici delle diverse regioni italiane. L’intento era mostrare all’estero la ricchezza e la varietà della cultura italiana, riunendola però sotto un’unica idea di identità nazionale. Per affrontare tale impresa fu, per prima cosa, trasformata in nave passeggeri dotandola di saloni in stile italiano. Furono dunque allestiti ambienti idonei a esporre i diversi prodotti che dovevano figurare in vetrine allo stesso tempo solide ed eleganti. Si costruirono uffici per banca e posta, bar, ristoranti e varie segreterie. Impianti speciali per frequenti ricambi di aria furono installati nei locali interni della Mostra e fu potenziata la possibilità di produzione di energia elettrica. Importantissime decorazioni realizzate da Aristide Sartorio furono disposte nel vano dei due scaloni di prua e di poppa per offrire al visitatore una prima impressione di ciò che la Crociera voleva rappresentare I locali espositivi erano articolati in sale dette: della seta, della lana, degli orafi e affini, dei cotoni, dei filati, della seta artificiale, dei prodotti chimici, dei profumi, dei medicinali, del libro. Vi era un atrio principale da cui si raggiungevano la direzione, gli uffici, i bar e l'ufficio cambio. Attigue erano la sala dei marmi, delle ceramiche e affini, la sala dei ministeri e delle rappresentanze ufficiali, il patronato industrie femminili e piccole industrie operaie, la Regia Nave Italia: patriottismo, propaganda e nuovi mercati La Rivista · Luglio - Settembre 2026 28

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