È un filo che, secondo il presidente dell'ICE, attraversa la storia italiana: artisti, mercanti, innovatori, ingegneri, creativi, designer e soprattutto imprenditori, capaci di guardare oltre i confini nazionali e trasformare competenze e intuizioni in prodotti riconoscibili nel mondo. Non è quindi soltanto la storia di un'istituzione. È anche la storia di un sistema produttivo che, nel corso di un secolo, ha progressivamente trasformato l'apertura internazionale in una delle proprie caratteristiche distintive. Dal “Made in Italy” all’Italia che compete Nel corso del Novecento, l’immagine dell’Italia nel mondo si è progressivamente associata a una straordinaria varietà di prodotti e competenze: dalla moda all’agroalimentare, dalla meccanica al design, dalla nautica alla farmaceutica, dalla tecnologia ai beni strumentali. Il “Made in Italy”, tuttavia, non è una categoria immobile. È il risultato di una capacità produttiva che nel tempo ha saputo rinnovarsi e trovare nuovi mercati. Ed è forse proprio questa la sfida più interessante che il centenario dell’ICE consegna al presente: non limitarsi a celebrare ciò che l’Italia ha saputo esportare, ma interrogarsi su ciò che saprà esportare domani. La competizione internazionale è infatti sempre più articolata. Alle qualità tradizionalmente associate alle produzioni italiane si aggiungono oggi ricerca, innovazione tecnologica, sostenibilità, digitalizzazione, capacità di servizio e integrazione nelle catene globali del valore. In questa prospettiva, il messaggio di Zoppas acquista un significato particolare: la crescita del Made in Italy non può essere separata dalla crescita delle imprese e dalla capacità delle persone che le guidano e le fanno funzionare. “Il merito è delle persone”, ha sottolineato il presidente, indicando proprio nelle competenze e nel lavoro quotidiano il fattore che fa la differenza. Un sistema che lavora insieme Un altro passaggio centrale dell’intervento del presidente riguarda il concetto di Sistema Paese. Nel mondo contemporaneo, l'internazionalizzazione non è più affidata a un singolo soggetto. Richiede il coordinamento tra istituzioni, imprese, associazioni di categoria, Camere di commercio e rete diplomatica. Zoppas ha definito l'ICE un “braccio operativo del Sistema Paese”, sottolineando al tempo stesso l'importanza del raccordo con il corpo diplomatico, nel rispetto delle diverse competenze e specializzazioni. Ha inoltre richiamato la collaborazione con ministeri, rappresentanze delle categorie e Camere di commercio italiane all'estero e in Italia. È una prospettiva che riflette la crescente complessità dei mercati. Per un'impresa, soprattutto quando decide di affrontare per la prima volta un Paese straniero, non basta infatti avere un prodotto competitivo. Servono informazioni, contatti, conoscenza delle regole, capacità di interpretare la domanda e di costruire relazioni. In questo senso, la rete dell'ICE rappresenta una vera infrastruttura dell'internazionalizzazione: quasi cento uffici nel mondo accompagnano le imprese nei mercati consolidati e nella ricerca di nuove destinazioni. Una rete che accorcia le distanze La geografia dell'economia contemporanea è molto più ampia di quella del 1926, ma anche infinitamente più complessa. Entrare in un nuovo mercato significa oggi confrontarsi con normative, standard tecnici, abitudini di consumo, sistemi distributivi e modelli competitivi differenti. Significa conoscere interlocutori e costruire fiducia. La tecnologia ha accorciato le distanze, ma non ha eliminato la necessità di comprenderle. La rete internazionale dell'ICE opera proprio in questo spazio: quello che separa un'impresa dalla possibilità concreta di trasformare un interesse commerciale in una presenza stabile all'estero. Fiere, missioni imprenditoriali, incontri B2B, studi di mercato, attività di formazione e iniziative di promozione costituiscono strumenti diversi di una medesima strategia: mettere in relazione le imprese italiane con il mondo. Persone, prima ancora che numeri È forse questo uno degli aspetti più significativi dell'intervento di Zoppas. Nel celebrare il centenario, il presidente non ha rivolto il proprio ringraziamento soltanto all'istituzione, ma alle persone che nel corso dei decenni hanno costruito opportunità prima ancora dei risultati, creato valore per le imprese e Foto di un gruppo di collaboratori La Rivista · Luglio - Settembre 2026 27
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