La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

ICE, cento anni nel mondo: una storia italiana fatta di imprese, mercati e futuro Ci sono istituzioni la cui storia finisce per intrecciarsi con quella del Paese al punto che raccontare l’una significa, almeno in parte, raccontare anche l’altro. È il caso dell’ICE, che nel 2026 ha raggiunto un traguardo particolarmente significativo: cento anni di attività al servizio dell’internazionalizzazione dell’economia italiana. Era il 1926 quando nacque l’Istituto nazionale per le esportazioni (INE). L’Italia si affacciava allora su un mondo economico profondamente diverso da quello attuale, nel quale esportare significava spesso affrontare distanze fisiche, barriere informative e commerciali e mercati ancora poco conosciuti. Due anni prima, nel 1924, una missione commerciale italiana, sottoforma di una grande crociera di propaganda commerciale e diplomatica nelle Americhe ( vedi retino su queste pagine - ndr) aveva attraversato l’oceano. Quell'esperienza avrebbe contribuito a porre le basi per la nascita dell'INE, diventato poi ICE nel secondo dopoguerra. Da allora è cambiato quasi tutto. Sono cambiate le tecnologie, le modalità di produzione e di comunicazione, gli equilibri geopolitici, le catene globali del valore e persino il significato stesso della parola “internazionalizzazione”. È rimasta, però, una necessità fondamentale: conoscere i mercati e creare le condizioni perché le imprese possano affrontarli. È in questa continuità che si può leggere il secolo dell’ICE. Un secolo attraverso le trasformazioni dell’Italia Nel 1926 l'Italia aveva un'economia molto meno aperta agli scambi internazionali di quella odierna. Oggi l'export rappresenta una componente strutturale dell'economia nazionale. Nel suo intervento per il centenario, il presidente dell’ICE Matteo Zoppas ha scelto proprio questo dato per sintetizzare la profondità della trasformazione: nel 1926 le esportazioni rappresentavano circa il 12% del prodotto interno lordo; nel 2026 arrivano al 32%. Un salto che restituisce la misura del percorso compiuto dall'economia italiana e del peso assunto dall'apertura internazionale. Ma per Zoppas dietro i numeri c'è qualcosa di ancora più importante: la capacità degli italiani di confrontarsi quotidianamente con la competizione internazionale. La crescita dell'export, nella sua lettura, è il risultato di una partita che le imprese giocano ogni giorno attraverso la qualità dei prodotti, la capacità innovativa, la creatività e la capacità imprenditoriale. Dal 1926 a oggi, un secolo di trasformazioni dell’economia italiana raccontato attraverso l’esperienza dell’Istituto che ha accompagnato le imprese oltre i confini nazionali. Un anniversario che non è soltanto memoria, ma soprattutto uno sguardo sul futuro dell’internazionalizzazione. La Rivista Primo piano il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas La Rivista · Luglio - Settembre 2026 26

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