La Rivista

La Rivista L’Italia da bere e Chianti Classico Gran Selezione, che rappresentano ancora una volta la locomotiva della denominazione, con il 43% del volume e il 55,2% del valore. Lo scorso anno abbiamo scritto di questa zona che per la seconda volta si presentava sulla scena enoica delle anteprime toscane. Nel frattempo, anche noi giornalisti abbiamo appreso molte cose che inseriscono a pieno titolo la Valdarno di Sopra, che è pure la più piccola denominazione, fra le Anteprime toscane. Diamo una panoramica significativa e cominciamo a localizzarla in un territorio compreso tra Firenze, Siena e Arezzo. La zona di produzione si estende su 11 comuni in provincia di Arezzo e 4 in provincia di Firenze. I vigneti, tutti a una quota minima di 170 metri di altitudine (la maggior parte è tra i 280 e i 300 metri) si trovano sui due versanti contrapposti del fiume Arno. Il paesaggio è vario, con mutamenti anche repentini. A valle le Balze Plioceniche affiancano le superfici coltivate, mentre la fascia collinare, storicamente costruita a terrazze, apre su panorami di curate coltivazioni a vite e olivi, con a quote più elevate numerosi boschi di faggi e conifere. Su entrambi i versanti della Valle dell’Arno, il clima è estremamente favorevole alla coltivazione della vite in un intreccio consolidato tra natura e cultura: ne sono esemValdarno di Sopra pio i tracciati delle antiche strade percorse dai pellegrini verso Roma, accanto ai confini delle vigne, le ampie terrazze a secco sotto le Pievi romaniche ed oggi, i nuovi impianti che ne sfruttano al meglio le diverse altitudini dei terreni La DOC Valdarno di Sopra è stata riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura nel 2011. La denominazione si caratterizza per due elementi fondanti: la consapevolezza dell’importanza del territorio per le caratteristiche del vino e il convincimento che solo una grande qualità può permettere a questi vini di distinguersi in un mercato globale e dall’offerta estremamente ampia. Giovane con radici antiche Una DOC giovane con radici antiche, che ha adottato il territorio come fulcro di ogni scelta. Una realtà che ha assunto in modo volontario e condiviso la dimensione biologica come visione collettiva. Si è scelto di mettere al centro del lavoro il territorio e non il vitigno, promuovendone riconoscibilità e potenzialità qualitative, espressività e profondità varietale con una viticoltura rispettosa della vitalità e salvaguardia dei suoli. Puntando sulle migliori vigne aziendali, specificandole in etichetta e rafforzando la percezione della filiera vino–vigna–territorio, consentendo così al consumatore di conoscere la provenienza reale delle uve di quel singolo vino. La struttura e la tessitura elegante dei vini rende omaggio all’intera tipologia dei vitigni nobili, raccontandone il perfetto adattamento al territorio attraverso l’esaltazione delle caratteristiche varietali di ognuno di essi. Tutti i vini rossi presentano grande equilibrio, sentori fruttati, note di erbe aromatiche e officinali, oltre a una riconoscibile sapidità che ne accompagna Alcune delle bottiglie in degustazione dei vini di Valdarno La Rivista · Aprile - Giugno 2026 78

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