della denominazione è stato modificato con l’introduzione della Gran Selezione, portando il numero delle tipologie da due, Annata e Riserva, a tre. Il territorio e le UGA Una importante novità riguarda il progetto, approvato dall’Assemblea dei Soci a giugno 2021, di suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in zone più ristrette e dotate di maggiore omogeneità, le Unità Geografiche Aggiuntive, per arrivare ad indicarne il nome in etichetta. Fra gli obiettivi, quello di rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio, aumentare la qualità in termini di identità e territorialità, consentire al consumatore di conoscere la provenienza delle uve e, non ultimo, stimolare la domanda attraverso la differenziazione dell’offerta. Per questo sono state individuate e delimitate undici Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) all’interno della zona di produzione del Chianti Classico, distinguibili in base a una combinazione unica di fattori naturali (composizione del suolo, microclima, giacitura dei vigneti, ecc.) e fattori umani (storia culturale, tradizioni locali, spirito di comunità). Le Unità Geografiche Aggiuntive sono entrate in vigore una volta concluso, a luglio 2023, l’iter burocratico per l’approvazione delle modifiche al disciplinare di produzione e sono applicabili, in questa prima fase, alla sola tipologia Gran Selezione. Esse sono: Castellina; Castelnuovo Berardenga; Gaiole; Greve; Lamole; Montefioralle; Panzano; Radda; San Casciano; San Donato in Poggio e Vagliagli. Chianti Classico Collection La Chianti Classico Collection, giunta alla sua 33° edizione, con 223 aziende e 551 etichette della denominazione Chianti Classico, ha presentato al pubblico e alla stampa specializzata le nuove annate. Il tema dell’edizione 2026 è stato Wine is Culture. Non una dichiarazione astratta, ma un’affermazione che, per il Chianti Classico, ha radici profonde e documentate, come abbiamo già potuto leggere. Il Chianti Classico rappresenta un caso unico di un territorio in cui il vino è espressione diretta e non unica di una costruzione culturale stratificata nel tempo. Le contese durante il Medioevo tra le città di Firenze e di Siena e la successiva rinascita a partire dal XIV secolo, hanno restituito a questo territorio un patrimonio tangibile di edifici, prima difensivi poi trasformati in ville e residenze insieme a manufatti preziosi, archivi, sistemazioni agrarie, corredi arborei, che è importante portare all’attenzione di tutti coloro che apprezzano il vino Chianti Classico. Nel Chianti Classico il vino quindi non più solo come prodotto di una pratica agricola, ma come risultato di un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale, conoscenze tramandate, appartenenza che diventa condivisione e accoglienza. È per questo che, più di qualsiasi altro territorio vitivinicolo, il Chianti Classico può affermare che il vino è cultura, perché le espressioni culturali sono parte integrante, tangibile dell’agire quotidiano. Il 2025 ha continuato a sorridere al Gallo Nero: in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato dall’incertezza, la denominazione Chianti Classico ha registrato una crescita nelle vendite, guadagnando in termini di volumi più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, andando così a confermare la tendenza dell’ultimo triennio, trainata dalle due tipologie premium, Chianti Classico Riserva Il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare del Chianti, è Il simbolo scelto per il Chianti Classico La Rivista · Aprile - Giugno 2026 77
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=