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La Rivista L’Italia da bere LE ANTEPRIME TOSCANE Completiamo su questo numero della Rivista il quadro della Anteprime dei Vini Toscani I l primo documento che contiene il più antico riferimento al Chianti, nella qualificazione di origine del suo vino, è del 1398. Il Chianti come vino è menzionato come tale, anche in una lettera del 1404 dal proprietario di Vignamaggio al mercante Datini. Documenti del 1427 riportano che nel Chianti si era affermato il vino rosso. Nel Cinquecento questo vino iniziò a essere consumato anche dai Papi, ad esempio Papa Paolo III attorno al 1536 su consiglio di Sante Lancerio, storico e geografo, ma soprattutto suo bottigliere personale. Era il 1716 quando il Granduca di Toscana Cosimo III fissò in un bando i confini della zona di produzione del Chianti, area compresa tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino, che già allora riscuoteva grande successo. Il legame indissolubile tra vino e territorio che si rivelava nell’omonimia fu tutelato dal bando di Cosimo III, volto a determinare ope legis quale prodotto potesse fregiarsi dell’ormai famoso nome Chianti. All’inizio del XX secolo, quando la notorietà del vino Chianti aumentava di anno in anno e il territorio di produzione non riusciva più a soddisfare la crescente richiesta nazionale e internazionale, si iniziò a produrre vino anche al di fuori della zona del Chianti delimitata nel 1716, chiamandolo ugualmente “Chianti” o “vino prodotto all’uso del Chianti”. Fu così che nel 1924, i suoi produttori della zona primigenia fondarono il Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine per tutelarne la produzione. Il simbolo scelto fin da subito fu il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari nella sua Allegoria del Chianti sul soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Nel 1932, attraverso uno specifico decreto ministeriale, fu aggiunto l’aggettivo Classico per distinguere il Chianti prodotto nella zona di origine. Nel 1984, il Chianti – e di conseguenza la zona di origine più antica, il Chianti Classico – ottenne la D.O.C.G. (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), il riconoscimento più alto per i vini italiani di qualità. A conclusione di un iter legale durato 70 anni, con il decreto ministeriale del 5 agosto 1996 il Chianti Classico diviene finalmente una DOCG autonoma, con un disciplinare di produzione distinto da quello del vino Chianti. Nel 2013 con l’approvazione dell’ultimo disciplinare da parte dell’assemblea dei Soci, l’assetto di Rocco Lettieri Non tutto il Chianti è Classico La Rivista · Aprile - Giugno 2026 76

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