La Rivista

UNA VITTORIA CHE NON HA CHIUSO IL DIBATTITO L’ 8 marzo 2026, gli elettori hanno chiaramente respinto l’iniziativa «200 franchi bastano!», riaffermando così il sostegno al servizio pubblico radiotelevisivo. Per molti osservatori, anche a livello internazionale, l’esito della votazione ha rappresentato non solo un passaggio cruciale per il finanziamento della SSR, ma anche una presa di posizione sul valore dell’informazione, della cultura e della coesione nazionale in un Paese caratterizzata da quattro regione linguistiche. Tuttavia, come dimostrano le iniziative recentemente organizzate dalla SSR Svizzera italiana CORSI, il voto non ha certo esaurito il dibattito, anzi ha in realtà dato avvio a una nuova fase. La questione non verte più infatti sull'esistenza del servizio pubblico, ma sulle modalità con cui esso deve adattarsi per continuare a garantire il proprio ruolo all’interno della società in un panorama mediatico dominato dalle piattaforme digitali, dall’intelligenza artificiale e da consumi informativi sempre più frammentati. Durante l'Assemblea generale della SSR.CORSI tenutasi lo scorso 8 maggio a Lugano, i dirigenti della SSR e della RSI hanno così evidenziato che se da un lato il voto popolare ha rafforzato la fiducia nel servizio pubblico, dall’altra non ha potuto diminuire le preoccupazioni per assicurarne la sostenibilità futura, spingendo l’azienda a mettere in atto tutte le azioni necessarie per continuare a svolgere il proprio mandato con risorse umane, economiche e logistiche ridotte. Il conseguente processo riorganizzativo, denominato “Enavant”, rappresenta dunque uno snodo cruciale per il futuro dell’azienda e per il suo ruolo all’interno del panorama mediale svizzero. Maggiore digitalizzazione senza perdere il legame con il territorio La parola chiave è «trasformazione». L'aumento sempre crescente dell'utenza sulle piattaforme digitali impone ai media pubblici di ripensare la propria organizzazione, i metodi produttivi e la distribuzione dei propri contenuti. Un processo non semplice, con l’obiettivo ambizioso di rendere l’azienda più agile e orientata verso il digitale ma attenta, attraverso una più stretta collaborazione fra le regioni linguistiche, a mantenersi radicata nelle regioni, tutelando le minoranze e il plurilinguismo. Per la Svizzera italiana la questione è particolarmente rilevante. In un mercato linguistico relativamente ristretto, il digitale rappresenta sia un'opportunità che una sfida: consente infatti di raggiungere pubblici distanti dal territorio locale ma aumenta anche la competizione con La Rivista Tele-visioni Dopo il voto, la sfida: come evolve il servizio pubblico radiotelevisivo nell’era digitale L’assemblea della SSR.CORSI si è svolta al Palacongressi di Lugano lo scorso 8 maggio La Rivista · Aprile - Giugno 2026 68

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