attrice, modella e regista italiana durante la serata inaugurale della 79esima edizione del Festival, mercoledì 5 agosto 2026. Al produttore Sigurjón “Joni” Sighvatsson il Raimondo Rezzonico Award Come cofondatore di Propaganda Films nel 1986, Sigurjón “Joni” Sighvatsson ha segnato l’industria dell’audiovisivo producendo un terzo di tutti i video musicali negli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta, compresi i primi lavori di Zack Snyder, Spike Jonze, Gore Verbinski, Michael Bay e del cofondatore David Fincher. Al cinema, tra gli altri ha prodotto Wild at Heart, il film con cui David Lynch ha vinto la Palma d’Oro, e l’innovativo biopic Basquiat (1996) di Julian Schnabel, assumendo un ruolo cruciale nella ricerca di nuovi talenti e nel plasmare l’estetica pop dell’era moderna. Nel corso della sua straordinaria carriera ha prodotto oltre 60 lungometraggi e serie televisive, tra cui Twin Peaks (1990-91) e Beverly Hills 90210 (1990-2000), oltre ad aver sostenuto progetti guidati da autori audaci e sperimentali. Le collaborazioni di Sighvatsson con registi come Nicolas Winding Refn e Jim Sheridan, senza dimenticare quelle con artisti come Douglas Gordon e Philippe Parreno, hanno dato vita a classici di culto che continuano a influenzare i giovani registi di tutto il mondo. A margine della decisione, Giona A. Nazzaro ha ricordato che “a partire dalla metà degli anni Ottanta, Sigurjón “Joni” Sighvatsson ha contribuito a rinnovare radicalmente l’idea di cinema indipendente. Caratterizzato da uno sguardo profondamente europeo ma calato dentro le articolazioni del sistema statunitense, Sighvatsson ha dato vita a una vera e propria politica del produttore. Il suo fiuto di produttore ha caratterizzato in profondità gli anni Novanta, mentre la sua attitudine a privilegiare sempre l’originalità e l’indipendenza ne ha fatto un punto di riferimento per tutta una generazione di cineasti che hanno guardato al lavoro di Sighvatsson come a un modello di audacia, integrità, creatività e visione”. Il produttore islandese riceverà il Raimondo Rezzonico Award in Piazza Grande la sera di giovedì 6 agosto. Per l’occasione presenterà, come parte del programma di Locarno79, due titoli rappresentativi della sua carriera: Wild at Heart (1990) di David Lynch e Zidane, A 21st Century Portrait (2006) di Philippe Parreno e Douglas Gordon, che celebra il suo ventesimo anniversario. Ad Asia Argento il Life Achievement Award di Locarno79 Il Locarno Film Festival renderà omaggio all’attrice, cineasta e musicista sul palco di Piazza Grande giovedì 13 agosto. Nel corso di Locarno79, Argento presenterà La Muerte No Tiene Dueño di Jorge Thielen Armand, l’acclamato film presentato nell’ambito della Quinzaine des cinéastes durante l’ultimo Festival di Cannes. A partire dal debutto sul grande schermo da giovanissima nel film cult Demoni 2… L’incubo ritorna (1986), diretto da Lamberto Bava, e dalla partecipazione a Palombella rossa (1989) di Nanni Moretti, Asia Argento ha costruito un’ampia carriera che include titoli di genere amatissimi, film d’autore, e una ricerca espressiva profondamente personale. Affermatasi come una delle interpreti più audaci e originali della sua generazione, ha vinto due David di Donatello come Migliore attrice protagonista, con Perdiamoci di vista (1994) di Carlo Verdone e Compagna di viaggio (1996) di Peter Del Monte. Prendendo parte a una serie di film diretti dal padre Dario Argento – primo fra tutti Trauma (1993) – ha contribuito alla ridefinizione del canone del leggendario regista, in particolare con La Sindrome di Stendhal (1996). Nel corso della sua carriera ha collaborato con celebri registe e registi, tra cui Patrice Chéreau (La regina Margot, 1994), Abel Ferrara (New Rose Hotel, 1998 e Go Go Tales, 2007), Gus Van Sant (Last Days, 2005), GeIl produttore Sigurjón “Joni” Sighvatsson Asia Argento La Rivista · Aprile - Giugno 2026 61
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