La Rivista

2020 ha ricevuto il Grand Prix Meret Oppenheim. Attiva nel campo critico della comunità artistica in una prospettiva panafricana e internazionale, Kouoh vanta una lunga lista di pubblicazioni. Koyo Kouoh è scomparsa improvvisamente di tumore il 10 maggio 2025. Nonostante questa grave perdita, con il pieno sostegno della sua famiglia, La Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la sua Mostra, completata dal suo team secondo il progetto ideato e definito da lei, anche per preservare, valorizzare e diffondere il più possibile le sue idee e il lavoro svolto. Ecco un estratto delle visioni di Koyo Kouoh per In Minor Keys: “[Respira profondamente] [Espira] [Rilassa le spalle] [Chiudi gli occhi] La musica continua. I canti di chi genera bellezza nonostante la tragedia. Le melodie dei fuggitivi che riemergono dalle rovine. Le armonie di chi ripara ferite e mondi. Le tonalità minori prendono vita nei toni sommessi, nelle frequenze più basse, nei mormorii, nelle consolazioni della poesia – tutti varchi di improvvisazione verso l’altrove e l’altrimenti. Le tonalità minori richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che, a sua volta, le sostenga. Le tonalità minori sono anche piccole isole: mondi in mezzo agli oceani, con ecosistemi distinti e ricchi, vite sociali articolate all’interno di strutture politiche ben più ampie e poste in gioco ecologiche di grande rilievo. Un arcipelago di oasi, giardini, cortili, residenze, loft, piste da ballo; universi conviviali che rigenerano e sostengono soprattutto nei momenti più bui. Questi sono gli indizi di una mostra.2” In Minor Keys si presenta come una partitura collettiva, composta insieme da artisti che hanno costruito universi dell’immaginazione, artisti che operano ai confini della forma, le cui pratiche posso nutrire la società, artisti straordinariamente generosi e ospitali verso quello che abbiamo di più prezioso: la vita. La Biennale si basa su 4 principi: altari: omaggio a artisti-guida del passato; processioni: performance e movimento; scuole: spazi alternativi di apprendimento e comunità; riposo: installazioni pensate per fermarsi e riflettere. Una mostra pensata a “volume basso”, una dichiarazione poetica, dalle tonalità ambigue, malinconiche, sensuali. Partecipazioni Sono 110 i partecipanti – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo Kouoh privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Sono 7 i Paesi presenti per la prima volta: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam. Partecipa per la prima volta con un proprio padiglione El Salvador. Luoghi I Giardini sono la sede storica fin dalla prima edizione, un luogo unico, non solo un parco, ma una cartina geografica dell’arte mondiale. Il primo padiglione nazionale straniero fu quello belga, inaugurato nel 1907. L’Arsenale, immenso complesso di cantieri dove venivano costruite le flotte della Serenissima e, pertanto, simbolo del potere economico, politico e militare della Repubblica Marinara, si propone più scenografico: è uno spazio espositivo monumentale. Dal 1999 è in corso un programma di valorizzazione dell'area, che ha permesso l'apertura al pubblico di diverse parti. Le Corderie dell'Arsenale di Venezia, uno dei luoghi tradizionali della Biennale Arte, è uno spazio espositivo monumentale La Rivista · Aprile - Giugno 2026 56

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=