Accenti e intonazioni La Rivista La Lingua batte dove... Da un po’ di tempo ho iniziato a insegnare tedesco a un gruppo di stranieri che, per qualche motivo anche forzato da problemi di ogni genere nei loro Paesi di origine, hanno deciso di vivere nell’estremo nord della Svizzera, al confine con la Germania. Imparare la cosiddetta “lingua di Goethe”, perfino nella sua versione elvetica, è fondamentale per la loro integrazione sociale e professionale. Così si dice… Accettare gli errori Si tratta di corsi avanzati di conversazione nei quali l’aspetto dell’apprendimento grammaticale non è predominante. Tutto dovrebbe essere, invece, funzionale ai temi che si affrontano durante le lezioni. L’obiettivo primario è quello di far perdere la paura di comunicare in una lingua ritenuta, a torto o a ragione, ostica sotto vari punti di vista. Accettare gli errori fa parte del gioco. Il mio compito è semplicemente quello di provare a far migliorare progressivamente e in modo delicato le loro competenze, cioè senza giudizi o voti che potrebbero bloccare le discussioni che, spesso, si sviluppano spontaneamente anche partendo da una semplice domanda come Wie geht es? (come va?). Quando mi proposero questo tipo di corsi ero un po’ perplesso perché sono ancora convinto che un insegnante di madrelingua tedesca, pur dialettofono, sia più credibile del sottoscritto. Poi, però, mi sono anche detto che, in fin dei conti, anch’io, come i miei studenti, ho imparato il tedesco in età adulta e conosco bene le difficoltà che si possono avere quando si affronta una nuova lingua a una certa età. La mia esperienza di vittima e nello stesso tempo di carnefice della lingua tedesca può essere utile in tal senso. E poi conosco tante altre cose “inutili” sul mondo germanofono che molte/molti colleghe/colleghi, semplici “tecnici” delle lingue, neanche immaginano… per questo motivo ho accettato. Non è solo una questione di orecchio Imparare l’accento e l’intonazione di una nuova lingua non è semplice, soprattutto dopo il periodo adolescenziale quando, secondo diversi studi di neurolinguistica, la plasticità del cervello si è completata definitivamente. Naturalmente ci sono anche persone con un orecchio molto dotato e brave nell’imitazione dei suoni che, quando parlano, sembrano dei nativi, ma nella maggioranza dei casi non è così. L’accento e l’intonazione possono essere considerati il marchio di fabbrica linguistico dal quale si può dedurre, in qualsiasi momento, l’origine di una persona. Anche i più dotati nell’apprendimento delle lingue straniere, in determinate situazioni emotivamente meno controllate o controllabili, possono lasciare trasparire alcune imperfezioni quando parlano. Per quanto mi riguarda so che il mio tedesco risulta essere straniero per due motivi: alle orecchie di uno svizzero tedesco il mio accento è chiaramente italiano, mentre per un tedesco di Germania ho, tra i vari “difetti”, indubbiamente delle inflesdi Raffaele De Rosa L’obiettivo primario è quello di far perdere la paura di comunicare in una lingua ritenuta, a torto o a ragione, ostica sotto vari punti di vista La Rivista · Aprile - Giugno 2026 46
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