La Rivista

mocrazia statunitense, che ha tra gli ideali fondatori il “principio secondo cui il potere esecutivo è soggetto a controlli ed equilibri”. Una vera stoccata reale! Quando il Re introduce il tema delle grandi sfide che in passato Stati Uniti e Regno Unito hanno affrontato assieme, fianco a fianco, ciò serve da erudita premessa per affermare che le sfide attuali “sono troppo grandi perché una sola nazione possa sostenerle da sola”, e per ricordare l’attuale “necessaria difesa dell’Ucraina e del suo popolo valoroso. Necessaria per garantire una pace veramente giusta e duratura”. Si premura inoltre di citare una recente frase del suo attuale Premier, Keir Starmer. Tale frase è di per sé francamente banale (“la nostra è una partnership indispensabile”), ma il gesto del Re suona come un’abile risposta agli insulti formulati dal Presidente americano nei confronti del leader britannico, e un richiamo a lui rivolto di voler rispettare il capo del governo di Sua Maestà. Messaggio implicito: L’America è grande se è capace di rispettare gli alleati. Neanche il Presidente della più forte potenza mondiale deve permettersi di insultare i colleghi di altri Paesi. In materia di sapiente uso dell’ironia è d’obbligo fare riferimento anche al pranzo di Stato alla Casa Bianca al termine di tale storica giornata. Esso ha fornito a Re Carlo un’altra ghiotta occasione per fare sfoggio del miglior stile di humour britannico. In particolare, va citata una sua forte battuta ironica che entrerà di diritto nelle future hit parades delle frasi celebri: riprendendo l’affermazione del Presidente statunitense secondo cui senza l’intervento degli USA oggi l’Europa parlerebbe tedesco, ha ricordato con nonchalance che se non fosse stato per gli inglesi oggi gli americani parlerebbero francese. Il riferimento è ai risvolti “coloniali” della Guerra dei sette anni al termine della quale la Gran Bretagna vincitrice prese possesso dei domini francesi nell’America del nord. Messaggio implicito: caro Presidente, ridimensiona il tuo ego yankee e tieni conto delle comuni radici storiche. Tuttavia, mi stupirebbe molto che Donald Trump conoscesse il fatto storico citato e che abbia captato l’ironia. Un miracolo? La cronaca della giornata racconta altresì di una sorta di miracolo prodotto dalle parole di Re Carlo: fare uscire un soffio di autoironia dalla bocca di Trump. In effetti quella sera stessa, il Presidente ha scherzato dicendo che il Re era riuscito a far alzare in piedi i Democratici, impresa in cui lui stesso non era mai riuscito. Personalmente non credo che il miracolo duri nel tempo. Un esempio superlativo di uso diplomatico dell’ironia ci è stato fornito in tempi recenti dai discorsi pronunciati dal Re Carlo III di fronte al Congresso degli Stati Uniti La Rivista · Aprile - Giugno 2026 45

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=