La Rivista

testata venerdì 15 maggio scorso, a proposito dell’ormai famosa allocuzione pronunciata da Re Carlo III in occasione della sua recente visita negli Stati Uniti. Il magistrale commento della giornalista mette bene in risalto una dimensione fondamentale del discorso: “Il punto interessante non è cosa ha detto Carlo - È come lo ha detto”. In sostanza, prosegue la giornalista, “Il modo in cui parla chi ci rappresenta contiene già, incorporata, una promessa – o una minaccia – politica. Un discorso che invita a ragionare insieme ha un effetto democratico. Un discorso che ripete, semplifica, identifica nemici e genera paura ha un effetto autoritario, indipendentemente dal contenuto. La forma non accompagna il messaggio: è il messaggio”. In effetti, Carlo III ha saputo toccare contenuti tutt’altro che neutri come l’invasione dell’Ucraina, il clima, le salvaguardie democratiche istituzionali senza urlare, senza fare uso di critiche aggressive, ricorrendo invece a frasi colme di rispetto per il Paese ospitante e a tocchi di sapiente ironia. Una sorpresa positiva anche per chi monarchico non è o per chi vedeva nell’anziano re britannico unicamente il protagonista di passati scandali erotico-sentimentali. Un esercizio, insomma, di alta diplomazia e di convincente corrispondenza tra le parole pronunciate e l’eleganza dei toni utilizzati. Non è cosa da poco, in un’epoca come la nostra nella quale hanno successo i leader che minacciano, sbraitano, impauriscono, vantandosi spudoratamente di poter annientare chi si oppone nei loro confronti. Ecco allora alcuni esempi tratti dal discorso in questione, seguiti da un’interpretazione dei messaggi impliciti veicolati. Riguardo ai cambiamenti climatici il Re ha citato il 26° Presidente repubblicano di inizio Novecento Theodore Roosevelt (a quanto pare idolo di Trump), che in particolare nel corso del suo secondo mandato si fece promotore di diversi parchi nazionali, e che amava lodare gli americani per aver saputo custodire il glorioso patrimonio naturale della loro terra, fonte di grande prosperità. Messaggio implicito: la protezione della natura è un antico valore che accomuna NOI e VOI… Peccato che l’attuale amministrazione statunitense boicotti le istituzioni create a questo scopo. A proposito del duecentocinquantesimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, il Re - forte della sua appartenenza a una nazione con una ben più lunga storia - ha potuto scherzare: “Duecentocinquant’anni orsono o, come diciamo nel Regno Unito, appena l’altro giorno”. Argomentando poi “la nostra Dichiarazione dei Diritti del 1689 non fu soltanto il fondamento della nostra monarchia costituzionale, ma anche lo spunto di molti dei principi ribaditi, spesso quasi parola per parola, nel Bill of Rights americano del 1791. E queste radici affondano ancora più indietro nella storia. I Padri Fondatori furono ribelli audaci e visionari, guidati da un ideale rivoluzionario (…) di vita, libertà e ricerca della felicità. Portarono con sé e svilupparono la grande eredità dell’Illuminismo britannico, così come idee che risalivano ancora più indietro, al diritto comune inglese e alla Magna Carta” (firmata nel 1215). Messaggio implicito (chissà se recepito?): le derive autoritarie dell’attuale amministrazione USA contraddicono gli stessi principi cui si ispira la deLa Rivista Elefante invisibile Uno dei più famosi e provocatori comici francesi Coluche (pseudonimo di Michel Colucci) amava ironizzare su stupidità e conformismo: “Il vantaggio di essere intelligenti è che si può sempre fare lo stupido. Il contrario è molto più difficile” La Rivista · Aprile - Giugno 2026 44

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