La Rivista

radiazione cosmica di fondo. «Si misurano differenze dell’ordine di un milionesimo di grado intorno alla temperatura di -298 °C», racconta. «Per farlo è indispensabile avere un riferimento estremamente preciso. Il sistema che abbiamo sviluppato, raffreddato a quasi fino allo zero assoluto, ha reso possibile questo livello di accuratezza.» Il calibratore realizzato a Bologna rappresentò un risultato particolarmente significativo: fu infatti l’unico elemento della missione costruito integralmente in Italia all’interno di un istituto di ricerca pubblico, dalla progettazione all’installazione finale sul satellite. Euclid: la più grande mappa tridimensionale del cosmo Dopo il successo di Planck, Valenziano ha contribuito a un’altra impresa scientifica destinata a lasciare il segno: la missione Euclid dell’ESA. Proposta nel 2007, lanciata nel 2023 da Cape Canaveral e in operazione fino almeno al 2029, Euclid ha l’obiettivo di costruire la più grande mappa tridimensionale dell’universo mai realizzata. La missione osserverà circa 1,5 miliardi di galassie, registrandone non soltanto la posizione nel cielo ma anche la distanza, creando così una vera e propria tomografia cosmica. «Guardare lontano nello spazio significa guardare indietro nel tempo», spiega Valenziano. «Le galassie più distanti sono quindi anche le più antiche: è come vedere una foto del passato. Grazie a Euclid potremo ricostruire come l’universo si è evoluto negli ultimi dieci miliardi di anni.» L’obiettivo scientifico è ambizioso: comprendere la natura della materia oscura e dell’energia oscura, componenti invisibili che costituiscono circa il 95% del contenuto totale dell’universo. In questa missione Valenziano ha guidato il gruppo responsabile dello sviluppo dei computer di bordo di uno degli strumenti scientifici e ha coordinato per diversi anni per l’INAF la partecipazione italiana al consorzio scientifico internazionale. Costruire il modello cosmologico più completo mai realizzato Le missioni Planck ed Euclid rappresentano due tasselli complementari di un unico grande progetto scientifico. Planck ha studiato l’universo primordiale, osservando la radiazione cosmica emessa poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang. Euclid, invece, osserva l’evoluzione delle strutture cosmiche fino all’epoca attuale. «Insieme», sottolinea Valenziano, «queste missioni ci permettono di ricostruire la storia dell’universo dalla sua infanzia fino a oggi.» Un lavoro che si intreccia anche con la fisica delle particelle elementari e con le ricerche condotte presso il CERN, contribuendo alla costruzione del modello cosmologico più completo mai sviluppato. Dalla ricerca alle relazioni internazionali Accanto all’attività scientifica, Valenziano ha progressivamente assunto un ruolo sempre più rilevante nel coordinamento internazionale della ricerca. Come responsabile delle relazioni internazionali dell’INAF ha contribuito alla partecipazione italiana in alcuni dei più grandi progetti scientifici mondiali, tra cui lo Square Kilometre Array (SKA), destinato a diventare il più grande radiotelescopio del pianeta, e l’Extremely Large Telescope (ELT), il futuro telescopio ottico gigante che verrà installato nel deserto di Atacama, in Cile. Questa esperienza lo ha portato a collaborare con istituzioni e organismi di ricerca negli Stati Uniti, in India, in Cina e in numerosi altri Paesi, sviluppando una visione sempre più ampia del ruolo strategico della cooperazione scientifica internazionale. La nuova sfida: addetto scientifico dell’Italia in Svizzera La svolta arriva con la selezione da parte del Ministero degli Affari EsteLuca Valenziano, Zurigo 2026 La Rivista · Aprile - Giugno 2026 35

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