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La Rivista Comunicazione interculturale d’impresa che altri fattori come il comportamento delle istituzioni, crisi congiunturali o coincidenze favorevoli, e, infine, una certa dose di fortuna possano influenzare il buon esito di un progetto. Questa interpretazione dei fattori che portano al successo comporta, di conseguenza, un’attitudine meno severa nei confronti del possibile errore, il quale, come dice Roberto Benigni citando la Torre di Pisa, può portare anche a bellissimi risultati. Nel circuito creato da cause ed effetti che si rincorrono, accade allora che l’Italia sia il Paese in cui Galileo Galilei ha potuto mettere in discussione l’immobilità della Terra e in cui le conquiste tecniche e artistiche del passato ci spingano ancora oggi a sperimentare, progettare e innovare con altrettanta ambizione. Come conseguenza, la pianificazione e la connessa puntualità assumono aspetti più fluidi nelle cui pieghe si sviluppa una creatività che si sottrae a ritmi scanditi e prende ispirazione da eventi inattesi o concomitanti. È comune in ambito culturale italiano che la riunione cominci non proprio all’ora segnata se la conversazione o l’incontro personale che la precede lo richieda. Ovvero che la riunione si prolunghi se un’idea lo necessita. In altre parole, la puntualità, maggiore al nord e meno sentita al sud, in nessun luogo domina le relazioni umane e tanto meno il processo creativo. Se il tempo assume un’impronta circolare allora azioni concorrenti vengono svolte anche in contesti professionali e sono oggetto di esercizio costante. Si tratta di un comportamento familiare che non viene associato con risultati negativi. D’altronde se vi è capitato di sedere a un tavolo esterno in città italiane pianeggianti, come Brescia o Padova, avrete senz’altro visto passare in bicicletta un o una professionista in abito da lavoro, telefonino all’orecchio, pedalata veloce, che lancia un saluto al conoscente di turno. Il tutto contemporaneamente e con maestria. Uno sguardo su alcuni casi critici Dopo questo approccio generale alla dimensione temporale, è necessario chiedersi: di quali ritardi stiamo effettivamente parlando? In quale progetto o contesto operativo si manifestano? È solo a partire da questa analisi concreta che possiamo delineare un percorso di comprensione e soluzioni pratiche. Nel settore della meccanica, ad esempio, si tratta spesso di sviluppare prototipi e gestire processi complessi, nei quali i tempi non sono sempre pienamente prevedibili. Anche la congiuntura internazionale contribuisce a questa complessità: forniture soggette a dazi, controlli doganali e variabili geopolitiche generano ritardi difficilmente anticipabili. A ciò si aggiungono differenze nei termini di pagamento e nelle pratiche contabili tra sistemi economici e culturali diversi, che possono produrre disallineamenti nella gestione dei tempi e nella comunicazione tra imprese. La percezione dell’altro Essere consapevoli di un comportamento e delle preferenze culturali che possono averlo determinato è il primo passo. Il prossimo consiste nell’essere altrettanto consapevoli delle aspettative della controparte, ovvero degli automatismi che collegano valori e comportamenti attesi. Come abbiamo visto nel precedente articolo di questa serie, il modello dell’iceberg è una metafora comunemente usata per decodificare implicazioni culturali. In superficie, visibili, gli artefatti come l’agenda pianificata e email breve e orientate all’azione, o l’invito a pranzo e decisioni prese in contesti informali. Sotto il livello dell’acqua ci sono invece valori dettati da norme e regole e infine da assunzioni ben radicate. Ed è qui che finalmente ritroviamo importanti esigenze comuni. Diamo allora uno sguardo alla figura sottostante a quali possono essere questi valori comuni e a quali comportamenti vengono generalmente e diversamente associati. Se quindi in ambito elvetico ci si sente rispettati quando il tempo a disposizione viene trattato come bene scarso e il prezzo, una volta concordato, non viene rimesso in discussione, in Italia il tempo concesso La copertina del romanzo di Italo Calvino Il Barone Rampante, che racconta la storia di Cosimo di Rondo’ che si rifugia sugli alberi per vivere la propria identità al di fuori di costrizioni temporali. La Rivista · Aprile - Giugno 2026 27

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