La Rivista

Vento di patrimoniale Tra dibattito politico e realtà fiscale: come Italia e Svizzera tassano la ricchezza di Niccolò Figundio Di recente, il tema dell'imposizione patrimoniale è tornato di attualità nel dibattito politico italiano. La questione suscita reazioni contrapposte e spacca l'opinione pubblica: da un lato, vi è chi la considera uno strumento di redistribuzione della ricchezza; dall'altro, chi la giudica un aggravio incompatibile con la crescita economica, quando non addirittura avente finalità espropriative. Aldilà di qualunque giudizio di merito, va osservato che nell'ordinamento italiano esistono già forme di imposizione patrimoniale. Infatti, sebbene l'Italia non conosca un'imposta generale sul patrimonio analoga a quella esistente in Svizzera, esiste una pluralità di tributi che colpiscono specifiche categorie di elementi patrimoniali. Anche rispetto al dibattito attualmente in corso, appare quindi utile un breve confronto tra i modelli adottati nei due Stati. Il variegato panorama italiano L'ordinamento italiano non ha sinora conosciuto un tributo generale sul patrimonio assimilabile all'imposta svizzera sulla sostanza. Storicamente, il sistema fiscale italiano ha privilegiato il reddito quale principale indice di capacità contributiva, relegando la tassazione del patrimonio a una serie di interventi settoriali adottati spesso in vista di contingenti esigenze di finanza pubblica. In considerazione del ruolo preminente degli asset immobiliari nel contesto italiano, non stupisce che La Rivista Legale il tema dell'imposizione patrimoniale è tornato di attualità nel dibattito politico italiano. La questione suscita reazioni contrapposte: da un lato, vi è chi la considera uno strumento di redistribuzione della ricchezza; dall'altro, chi la giudica un aggravio incompatibile con la crescita economica, quando non addirittura avente finalità espropriative La Rivista · Aprile - Giugno 2026 21

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