La Rivista

Sì solo a meteo, sport, borsa e gossip Sempre più spesso i media ricorrono all’intelligenza artificiale per la produzione di contenuti. Il lancio dell’IA generativa, come ChatGPT, ha ulteriormente alimentato questa tendenza. L’istituto dell’Università di Zurigo ha analizzato per la prima volta – tramite un sondaggio online svolto nell’estate del 2023 – l’approccio della popolazione svizzera ai contributi giornalistici generati con l’IA. Soltanto poco meno di un terzo (29%) dei e delle partecipanti al sondaggio dichiara che leggerebbe articoli redatti interamente dall’intelligenza artificiale. Per i testi scritti da professionisti della comunicazione senza l’impiego dell’IA la percentuale è invece di 84%. Il livello di accettazione varia in funzione dell’ambito tematico: le persone intervistate accettano più di buon grado di leggere notizie generate dall’IA riguardanti meteo, sport e andamento della borsa oppure soft news su personaggi famosi. Per ciò che riguarda politica, economia, scienza o cultura, invece, l’accettazione è nettamente inferiore. Oltre la metà degli intervistati (61%) è convinta che la qualità generale della produzione giornalistica peggiori con l’incremento del ricorso all’IA per la produzione dei contributi: si teme una riduzione dell’eterogeneità d’opinione e un incremento delle fake news. Oltre l’80% delle intervistate e degli intervistati si aspetta pertanto anche una specifica dichiarazione in caso di contenuti creati in tutto o in parte mediante l’IA. Sinora i media svizzeri si sono mostrati riluttanti al riguardo e mancano dei chiari standard di settore. «I media svizzeri dovrebbero attribuire maggiore importanza alla dichiarazione circa l’uso dell’IA», afferma in un comunicato l’esperto di media e direttore del F g Mark Eisenegger. «Solo così il giornalismo potrà prendere le distanze dal crescente numero di offerte poco serie che si basano sull’IA generativa». La sostituzione è già in corso Il F g si è concentrato unicamente sui fruitori dell’informazione. Ma com’è la situazione nel mondo del giornalismo? Colin Porlezza, professore di giornalismo digitale all’Università della Svizzera italiana, in un contributo pubblicato sul sito della SSR Svizzera italiana CORSI www.ssr-corsi.ch, afferma: “Siamo ormai giunti a una situazione dove le macchine non vengono solo utilizzate per potenziare il lavoro giornalistico, ma la loro implementazione è diventata molto più pervasiva, concernendo tutte le fasi del ciclo delle notizie. Questa tendenza fa sì che sempre più decisioni editoriali vengano prese da algoritmi in modo autonomo, escludendo così gli esseri umani dal processo di selezione giornalistica. L’uso di questi strumenti stravolge radicalmente le pratiche editoriali tradizionali. Gli algoritmi hanno una natura paradigmatica, modificano le routine e i ruoli giornalistici, generando concezioni completamente nuove di ciò che è comunemente inteso col termine “lavoro giornalistico”, arrivando al punto di sostituire gli stessi esseri umani per scrivere e pubblicare articoli giornalistici”. Porlezza lancia un appello, in particolare al servizio pubblico radiotelevisivo, affinché svolga un “ruolo pionieristico nello sviluppo e nell’applicazione responsabile ed etica di queste tecnologie”. La Rivista · Dicembre 2023 62

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