La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

performando "meglio" rispetto ai concorrenti, cui si aggiunge un 14,9% che segnala un "molto meglio". Il 27,7% indica un risultato "in linea" col 2025, mentre il 10,6% esprime un giudizio negativo indicando una performance "peggiore". Con la conclusione del PNRR, ha commentato Renato Mazzoncini, AD del gruppo A2A, la sfida per l'Italia è dare continuità alla crescita. E una delle leve principali è certamente la capacità di investimento del settore Energy & Utility: sicurezza energetica, decarbonizzazione, infrastrutture, economia circolare. Grazie alle rinnovabili le imprese potrebbero cumulare risparmi per circa 80 miliardi al 2050. Il rafforzamento dell'economia circolare, ad esempio, consentirebbe di azzerare il conferimento in discarica dei rifiuti urbani e di ridurre i costi di smaltimento per oltre 500 milioni di Euro nel 2050. L’impatto dell’economia circolare Secondo Enrico Letta l’economia circolare rappresenta oggi una delle dimensioni nelle quali si misura più chiaramente la capacità dell’Europa di adattare il proprio Mercato Unico alle trasformazioni dell’economia globale. Certo – aggiunge Nicola Pedde dell’Università di Roma Tre - la sicurezza economica e industriale dell’Europa non può quindi più essere concettualmente separata dalla sicurezza delle rotte commerciali globali e dalla capacità del continente di ridurre le dipendenze critiche. Secondo Ignazio Capuano, Presidente di CONAI, cambia anche il modo di considerare la filiera del riciclo col valore generato dalla trasformazione delle risorse. L'intelligenza artificiale è poi considerata la frontiera scientifica destinata ad avere l'impatto più trasformativo nel prossimo futuro. Lo sostiene oltre la metà della platea di manager e imprenditori (il 52,1%) riuniti a Cernobbio. Subito dopo l’AI si posizionano le biotecnologie/scienze della vita con il 18,8% delle preferenze. Interrogati su quale settore sarà maggiormente stravolto dall'AI nei prossimi anni, i partecipanti indicano prima di tutto la salute con il 26,9% dei voti, seguita a breve distanza dalle istituzioni finanziarie (25%) e dall'industria manifatturiera (21,2%). L'istruzione raccoglie il 7,7% delle preferenze e la Pubblica Amministrazione il 5,8%, Un altro aspetto molto citato anche da Lucio Caracciolo nel suo intervento all’Università della Svizzera Italiana, è il fatto che l’Italia pur immersa nel mare con le sue coste per oltre 7000 chilometri, non è riuscita a diventare una vera piattaforma logistica per corrispondere alla sua vocazione all’export. In realtà, il problema dell’economia del mare è molto più ampio di quello strumentale posto dal direttore di Limes, che ovviamente riguarda in particolare i rapporti stretti tra il porto di Genova e la linea verso la Svizzera e i mercati del Centro Europa. Riguarda, più in generale la non esatta comprensione del fenomeno turistico e culturale dell’Italia stessa., in una prospettiva più razionale e lungimirante. Il dinamismo del fenomeno turismo Il fenomeno “turismo”, secondo un recente rapporto dell’Ocse, è ancora interpretato come un semplice corollario, mentre invece è una delle colonne portanti e interessanti dell’aprirsi delle culture. Vi è un dinamismo e una domanda che è caratteristica della società moderna evoluta in numerosi paesi Ocse che è capace anche di dissipare molti pregiudizi del passato nella conoscenza reciproca. Anche dopo il fenomeno del Covid che ne ha coartato lo sviluppo, il dinamismo della domanda ha poi fatto premio, si è riorganizzato il settore con evoluzioni tecnologiche, demografiche e ambientali che influiscono sulla vita di tutti, compresi chi opera nelle imprese o lavora nell’agricoltura. Imprese alberghiere piccole e grandi e destinazioni, cui non rimangono estranei piccola località, rinforzano così competitività e resilienza. Cambia ormai anche la maniera di vivere il turismo puntando sull’apertura, l’accoglienza, le strategie per età, i dispositivi per distribuirne i benefici sul territorio con carattere strategico, trasversale e culturale che lo impregna e che educa a gestire i flussi per governarne nella stagionalità la redditività finale e gli investimenti. La Rivista · Luglio - Settembre 2026 6

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