La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

gazione di informazioni protette dal segreto professionale. Una distinzione importante riguarda inoltre gli obblighi di comunicazione all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). L’assoggettamento di un avvocato o di un notaio agli obblighi di diligenza della LRD non comporta infatti automaticamente un corrispondente obbligo di comunicazione: chi opera in qualità di avvocato o notaio è tenuto alla comunicazione soltanto se effettua una transazione finanziaria in nome o per conto del cliente e se le informazioni di cui dispone non sono protette dal segreto professionale ai sensi dell’art. 321 CP. LRD e registro di trasparenza: due riforme coordinate Come si notava in apertura, la revisione della LRD si coordina con il dispositivo di trasparenza societaria introdotto dalla LTPG. Infatti, il nuovo registro di trasparenza raccoglierà le informazioni relative agli aventi economicamente diritto delle entità assoggettate. Il registro non sarà pubblico, ma potrà essere consultato, tra gli altri, dalle persone assoggettate alla LRD, compresi quindi, alle condizioni previste dalla legge, intermediari finanziari e "consulenti", nella misura necessaria all’adempimento dei rispettivi obblighi. Le due riforme operano quindi su versanti differenti ma complementari: da una parte viene rafforzata la trasparenza sulle persone fisiche che esercitano, in ultima analisi, il controllo sulle entità giuridiche; dall’altra viene ampliato il novero dei professionisti chiamati a svolgere verifiche antiriciclaggio nell’ambito di determinate operazioni. esclude tuttavia automaticamente il carattere professionale dell’attività. Gli adempimenti per i consulenti Quando l’attività rientra nel campo di applicazione della nuova disciplina, le conseguenze sono assai rilevanti per il consulente. Questi sarà infatti tenuto ad affiliarsi a un organismo di autodisciplina (OAD) riconosciuto e dovrà adempiere gli obblighi di diligenza previsti dalla LRD secondo un approccio basato sul rischio. Ciò comporta, in particolare, l'obbligo di procedere all'identificazione del cliente e all'accertamento del soggetto avente economicamente diritto, comprendere l’oggetto e lo scopo dell’operazione o della prestazione richiesta e procedere ad approfondimenti ulteriori qualora la relazione professionale o la transazione presentino rischi più elevati. A questi obblighi si aggiungono quelli di documentazione e conservazione delle verifiche effettuate, nonché l’adozione di misure organizzative adeguate: in particolare, un’adeguata formazione del personale e controlli idonei a prevenire il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e le violazioni delle misure coercitive previste dalla legislazione sugli embarghi. Il caso particolare di avvocati e notai Tra i professionisti interessati dalla revisione figurano anche avvocati e notai, benché l'applicazione delle norme riformate a queste categorie sia temperata da alcuni correttivi, dato il loro particolare statuto. La legge prevede, infatti, specifiche esclusioni e garanzie volte a preservare le funzioni tipiche della professione e, in particolare, il segreto professionale. Restano quindi escluse, secondo le condizioni previste dalla legge, le attività degli avvocati e dei notai connesse a procedimenti giudiziari, penali, amministrativi o arbitrali. Per le attività di consulenza che rientrano invece nella nuova disciplina, sono previste regole particolari anche per quanto concerne i controlli da parte degli OAD, proprio al fine di evitare un’indebita divulTra i professionisti interessati dalla revisione figurano anche avvocati e notai, benché l'applicazione delle norme riformate a queste categorie sia temperata da alcuni correttivi, dato il loro particolare statuto La Rivista · Luglio - Settembre 2026 21

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