La Rivista LUGLIO-SETTEMBRE 2026

Come ormai d’abitudine, a metà settembre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha pronunciato al Parlamento di Strasburgo il suo discorso sullo Stato dell’Unione, intervento in cui ripercorre i passi compiuti nell’ultimo anno e condivide le priorità fondamentali e i principali progetti per i mesi a venire. Interrogativi sullo stato dell’Unione di Viviana Pansa vero indebolimento dell’Europa arriva invece da chi tenta di dividerla, “che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o di disinformazione”: “è in corso una battaglia delle narrazioni che cerca di indebolire la fiducia nell’Europa e di paralizzare le nostre democrazie. Ma la nostra strada è chiara – avverte Von der Leyen: - costruire un’Europa indipendente, dotata del potere di agire. Nulla può distoglierci da questo obiettivo. Perché, nel mondo di oggi, il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei”. Rilanciare l’economia Tra le priorità di seguito annunciate, vi è il rilancio dell’economia europea, attraverso il completamento del mercato unico, la semplificazione, l’investimento in energia pulita, prodotta in Europa, così da diminuire la dipendenza dai combustibili fossili e in generale le “troppe dipendenze pericolose”. Von der Leyen sottolinea a questo proposito il caso della Cina, con cui è necessario riequilibrare le relazioni commerciali dal momento che il deficit degli scambi dell’UE con Pechino ha raggiunto la cifra di un miliardo di euro al giorno, con una dipendenza dalle materie prime critiche che raggiunge oltre l’80% e quella dalle terre rare che si aggira al 90%; un quadro – ha sottolineato Von der Leyen - che condiziona pesantemente l’industria europea, oltre che la sicurezza. L’intervento si è poi soffermato sui “punti di svolta del L’intento più evidente di quest’anno è stato quello di riaffermare la forza dell’Europa, a dispetto di una fragilità spesso rilevata da più parti, ma che per Von der Leyen è solo apparente, nel tentativo di rassicurare i cittadini europei in un tempo dominato dall’instabilità geopolitica che non accenna a diminuire e, anzi, sembra farsi di giorno in giorno più pericolosa. Un’incertezza che, con i suoi contraccolpi economici, sta progressivamente spostando l’elettorato degli Stati membri su posizioni di destra sempre più estreme, come nel caso delle elezioni regionali nel Land tedesco di Sassonia-Anhalt del 6 settembre scorso, in cui Alternative für Deutschland ha vinto con il 44,6% dei voti, segnando un trionfo storico per l’estrema destra in Germania (e un raddoppio dei consensi rispetto alle precedenti elezioni). “Lo stato della nostra Unione non è mai stato così forte” ha detto Von der Leyen, ribadendo i passi compiuti per raggiungere l’indipendenza e migliorare la sicurezza, con una spesa per la difesa che è cresciuta di quasi l’80% negli ultimi 5 anni. Per la Presidente della Commissione, l’UE “sta mettendo al sicuro la propria prosperità”, “si sta liberando dalla dipendenza tossica dai combustibili fossili russi” ed è diventata la “più grande potenza commerciale del pianeta”, trasformando la propria politica industriale, ma continuando al tempo stesso a difendere il suo modello sociale unico. Il pericolo che potrebbe generare un La Rivista Europee La Rivista · Luglio - Settembre 2026 13

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=