La Rivista

Alcune delle bottiglie di Vernaccia di San Giminiano in degustazione La Vernaccia di San Gimignano DOCG “Regina in terra di rossi” (i grandi rossi toscani), unisce il fascino del Medioevo alla lungimiranza della viticoltura moderna confermandosi come uno dei bianchi più longevi e identitari. Le aziende che hanno rivendicato la denominazione nella vendemmia 2025 sono state 147 delle quali 81 associate al Consorzio. Oggi la Vernaccia di San Gimignano è un bianco con una maggiore identità territoriale, più contemporaneo. Gli assaggi dell’Anteprima si sono svolti, anche quest’anno, al Museo De Grada con la nuova annata 2025 e le Riserve 2024 e 2023, ed a seguire nella splendida Sala Dante del Comune il talk e nel chiostro l’assaggio dei vini del cuore di ogni azienda. Gli assaggi hanno mostrato le Vernacce 2025 per lo più omogenee, centrate, di buon equilibrio per l’adeguata freschezza e la marcante sapidità e di gran bella abbinabilità, conferma che abbiamo avuto anche in abbinamento nei pranzi e nelle cene di questi giorni. Le Riserve annata 2024 e 2023 sono vini importanti, nella maggioranza dei campioni, con grandi potenzialità evolutive. L’assaggio di millesimi più datati durante il press tour nelle cantine (vini con anche più di 10 anni) ha evidenziato come, sfatando il mito che vuole i bianchi italiani pronti al consumo entro l’anno dalla vendemmia, la Vernaccia ha un alleato prezioso nel tempo capace di trasformare la freschezza giovanile in una complessa e affascinante maturità. La Vernaccia è dunque un vino la cui caratteristica è quella di non esaurirsi nella sua piacevole freschezza iniziale, rispondendo, mai come oggi, alla tendenza di mercato che vuole bianchi di carattere, ricercati e da affinamento non obbligatoriamente in legno. La Rivista · Aprile - Giugno 2026 81

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