La Rivista

Magnifica Humanitas: intelligenza artificiale e dignità della persona Già nel suo discorso al Collegio cardinalizio, due giorni dopo la sua elezione, Leone XIV aveva fatto riferimento a questa sfida spiegando le ragioni che hanno portato alla scelta del nome da Pontefice: Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro. A distanza di un anno da questo intervento, arriva la prima enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, sul tema della «custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale». L’enciclica, pubblicata il 25 maggio, reca la firma del Pontefice in data del 15 maggio, proprio nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum. Con l’enciclica Magnifica Humanitas, Leone XIV affronta una delle questioni più decisive del XXI secolo: il rapporto tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale. Tuttavia, sarebbe riduttivo considerarla semplicemente un documento dedicato alle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale costituisce piuttosto il punto di partenza per una riflessione molto più ampia sull’uomo, sulla libertà, sull’educazione, sulla giustizia sociale, sulla politica e sulla pace. Attraverso il confronto con la rivoluzione digitale, il Pontefice propone una vera e propria antropologia del nostro tempo, interrogandosi sul significato dell’essere umano in un’epoca caratterizzata da trasformazioni tecnologiche senza precedenti. A rischio la capacità critica L’originalità dell’enciclica risiede proprio nel suo approccio. Leone XIV non affronta l’intelligenza artificiale principalmente come una questione tecnica, economica o normativa, ma come una questione antropologica. La domanda fondamentale non è che cosa le macchine saranno capaci di fare, bensì che cosa l’uomo rischia di diventare nel suo rapporto con esse. La rivoluzione digitale, infatti, non modifica soltanto gli strumenti di cui disponiamo: trasforma il nostro modo di conoscere, di comunicare, di lavorare, di apprendere e perfino di percepire noi stessi. Se le macchine della rivoluzione industriale amplificavano la forza fisica dell’uomo, l’intelligenza artificiale interviene direttamente sulle sue facoltà cognitive. Scrive testi, elabora informazioni, produce immagini, traduce, sintetizza e simula conversazioni sempre più sofisticate. Per la prima volta una tecnologia sembra avvicinarsi a funzioni che per secoli sono state considerate il tratto distintivo dell’intelligenza umana. È qui che emerge la preoccupazione del Pontefice: il rischio non consiste soltanto nella sostituzione di alcune attività, ma nell’indebolimento della capacità critica, del giudizio personale e della responsabilità individuale. Per Leone XIV la conoscenza non coincide con la semplice disponibilità di informazioni né con la velocità delle risposte. Conoscere significa percorrere un cammino fatto di doInsieme a quello della pace, l’Intelligenza artificiale è stato sicuramente uno dei temi principali affrontati da papa Leone XIV nel suo primo anno di pontificato. La Rivista Primo piano La Rivista · Aprile - Giugno 2026 38

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