La Rivista

A Zurigo la 117a Assemblea generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera I lavori, oltre al naturale espletamento della pratiche statutarie, sono stati caratterizzati dalla relazione operativa del Segretario generale Fabrizio Macrì e dall’intervento del presidente Vincenzo Di Pierri. Il Segretario generale Fabrizio Macrì ha presentato i risultati 2025 della Camera, che registra un bilancio positivo nonostante la riduzione del contributo pubblico, che continua ad avere un impatto rilevante sui ricavi complessivi della Camera, a fronte di costi complessivamente sotto controllo e marginalità previste in crescita. Il Segretario generale ha poi illustrato i principali eventi settoriali sviluppati nel corso del 2025, con particolare riferimento alle attività realizzate nei settori industriale e high-tech. Stigmatizzando il processo di autoriforma delle Camere di Commercio Italiane all’estero, che introduce un meccanismo di redistribuzione delle risorse pubbliche a favore delle Camere di minori dimensioni, Macrì ha evidenzia inoltre il significativo rafforzamento delle collaborazioni con Ambasciata, ICE e Regioni italiane, nonché i cambiamenti intervenuti sul fronte del personale nelle sedi di Lugano e Zurigo. Dal canto suo il Presidente Vincenzo di Pierri, dopo aver salutato tutti i partecipanti e ricordato che la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera è stata fondata nel 1909 ha espresso la gratitudine a tutti coloro che ne hanno gettato le basi e che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla sua crescita e al suo sviluppo, accompagnandone l’evoluzione fino ad oggi e rendendo possibile la realtà che la Camera rappresenta oggi e quella che sarà in futuro. Temi questi che Di Pierri ha toccato nel suo intervento che di seguito, pubblichiamo. Chi semina utopia raccoglie realtà Il sogno come motore, il meno inquinante che esista Viviamo un tempo di straordinaria complessità, un’epoca nella quale gli equilibri economici, geopolitici e sociali del mondo stanno cambiando con una rapidità che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. La pandemia prima, e successivamente il conflitto tra Russia e Ucraina, a cui si è aggiunto, inopinato, quello in Medio Oriente, hanno profondamente modificato il contesto internazionale, mettendo in discussione certezze consolidate e imponendo nuove riflessioni sul futuro delle economie, delle istituzioni e delle relazioni tra i popoli. Fino a poco tempo fa, l’attenzione globale era concentrata soprattutto sulle conseguenze economiche del Covid-19: la fragilità delle supply chain, l’aumento dell’inflazione, il rincaro delle materie prime, dell’energia e dei beni alimentari. Sembrava che il mondo fosse finalmente pronto ad aprire una nuova fase di ripresa, fondata su sostenibilità, transizione ecologica e innovazione. In quel contesto il concetto di resilienza è diventato il simbolo di una società chiamata ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti, trasformando le difficoltà in opportunità. Eppure, proprio nel momento in cui si cercava di ricostruire stabilità e fiducia, le guerre, che pensavamo consegnate agli archivi della Storia, hanno nuovamente stravolto ogni prospettiva, alimentando instabilità finanziaria, tensioni geopolitiche e Si è svolta lo scorso 28 maggio a Zurigo, presso la Belvoirpark Hotelfachschule, l’Assemblea Generale dei Soci della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. La Rivista Primo piano La Rivista · Aprile - Giugno 2026 30

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