La geopolitica del tempo: il confine culturale tra Italia e Svizzera nelle collaborazioni tra PMI La Rivista Comunicazione interculturale d’impresa di Carmela Masecchia Schöpf Automatismi legati alla percezione temporale, comunicazione e possibili sinergie strategiche Secondo Nancy J. Adler, la gestione delle differenze culturali può generare valore aggiunto quando viene integrata in modo consapevole. Si tratta di un processo possibile e ricco di spunti, anche se non sempre intuitivo, soprattutto quando le categorie di riferimento divergono in modo sostanziale. È il caso delle differenti sensibilità italo-svizzere rispetto alla dimensione temporale, che si intreccia con ciò che in psicologia viene definito locus of control, ovvero la tendenza ad attribuire il controllo degli eventi a fattori interni o esterni. In altre parole, al modo in cui si costruisce l’idea stessa di prevedibilità e della possibilità di influenzarli attraverso le proprie azioni. Ciò che emerge, allora, è che tra mondo svizzero e italiano non solo esiste un diverso “uso del tempo”, più o meno preciso, ma anche una diversa interpretazione della sua funzione: ciò che per un contesto è pianificazione e riduzione dell’incertezza, per l’altro può essere relazione e adattamento continuo. All’incrocio tra queste due diverse perspettive, tendono a verificarsi incomprensioni spesso nascoste, che implicano la necessità di individuare strumenti condivisi per realizzare un partenariato di successo e di lungo periodo. La dimensione temporale in tutte le sue coordinate di riferimento Nel 1991 esce nelle sale europee il film tratto dal romanzo dell’autore svizzero Max Frisch Homo Faber. Walter Faber è un ingegnere svizzero che crede nella pianificazione rigorosa e in un trascorrere lineare, calcolabile del tempo. Il tragico scontro di questa prospettiva con il mondo mitologico greco fa luce sulla voce di protesta del suo autore nei confronti di quella che rimane una dimensione importante della società svizzera. Il romanzo svizzero risale a qualche anno prima, precisamente al 1957, anno in cui in Italia Italo Calvino pubblica Il Barone Rampante, la storia di Cosimo di Rondo’ che si rifugia sugli alberi per vivere la propria identità al di fuori di costrizioni temporali. In Calvino il tempo viene percepito come abbondante e sottostà alle esigenze della persona e delle sue idee. Questi due esempi letterari esprimono in modo chiaro le polarità chiamate a coesistere da una parte e l’altra del confine di Chiasso; da una Secondo Nancy J. Adler, la gestione delle differenze culturali può generare valore aggiunto quando viene integrata in modo consapevole La Rivista · Aprile - Giugno 2026 25
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