La Rivista

Comune4. Nel 1931 il teatro in legno venne smantellato e, per folle idea di chissà chi, venduto all’antiquario Loewi di Venezia, che a sua volta lo rivendette a Austin. Le diverse parti smontate furono trasportare fino a Sarasota e riassemblate accanto al Museo Ringling5. Così, sull’area di John e Mable, è collocato uno storico teatro originale “Made in Italy”. Attualmente il John and Mable Ringling Museum of Art si trova su 66 acri di terra, oltre il Museum of Art comprende il Circus Museum, Ca’ d’Zan, Asolo Theater e ospita una collezione di oltre 10.000 oggetti, tra cui dipinti, sculture, mobili e arti decorative. Un vero tesoretto di opere d’arte italiana Le 21 gallerie del Museum of Art contengono un vero tesoretto di opere d’arte italiana: vi possiamo trovare capolavori di artigianato rinascimentale come un “lettuccio” ligneo scolpito, dello stesso periodo ceramiche dipinte a mano, la Madonna col bambino, terracotta di Della Robbia, che può fare concorrenza con quelle del Bargello di Firenze, o veri capolavori di pittura come la Vergine con bambino e il giovane Giovanni Battista e tre angeli di Domenico Ghirlandaio, il Riposo durante la fuga in Egitto di Paolo Veronese, Gruppo famigliare di Giovanni Antonio, La Sacra Famiglia con Sant’Anna e Giovanni Battista di Tintoretto, come anche un Guercino e un Pietro da Cortona. Fermiamoci su alcune opere iniziando dalla Vergine e il Bambino del 1490 del fiorentino Andrea della Robbia (1435 –1525) scultore e ceramista, nipote di Luca della Robbia, ovvero figlio di suo fratello Marco, come lui specializzato nella tecnica della ceramica policroma invetriata inventata dallo zio, uno dei grandi artisti del primo Rinascimento. È stato Luca a studiare il tipo di ceramica, l’ha sperimentata e perfezionata, ha corretto la cottura a fuoco e l’invetriatura trasferendo gli smalti usati per la maiolica nella scultura fittile, forse tra il 1438 ed il 1440. Il manufatto finale è di una bellezza intima e ineffabile, celebrata come “novità” non solo da Vasari, ma anche nelle fonti prevasariane, diventa il cavallo di battaglia di tre generazioni della famiglia: Luca, il nipote Andrea, i figli di quest’ultimo Marco, Giovanni, Luca, Francesco e Girolamo, il nipote Santi e altri scultori come Benedetto da Maiano o il Rustici che occasionalmente utilizzano questa tecnica. Il primo esempio documentato di maiolica robbiana è la decorazione a inserti policromi del tabernacolo marmoreo del Sacramento nella Cappella Maggiore di San Luca in Sant’Egidio, datata 1441-14426. Questa particolare tecnica smaltata protegge le superfici e contemporaneamente le fa assomigliare al costoso marmo bianco lucido7. Del fiorentino Francesco Salviati (1510 –1563), uno dei massimi esponenti del manierismo, alunno di Andrea del Sarto, di cui ci informa ampiamente il Vasari nelle sue Vite, nella collezione troviamo il ritratto di Gian Battista Salviati all’età di più o meno 10 anni, del 1543-44, nipote del cardinale Giovanni Salviati. Si tratta di una tavola lignea, non tela, dipinta con colori a olio. Il ragazzo rappresentato su uno sfondo verde Ca d’ Zan, interni Ca d’ Zan, interni La Rivista Cultura La Rivista · Dicembre 2023 68

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