forte nel direttivo. “Cominciamo col dire – spiega Nicco – che l’olivicoltura in Val d’Aosta non è una novità. Ricerche in biblioteca hanno confermato che esisteva anche nel lontano passato. Ora proviamo a strutturarla, anche utilizzando parte Note di produzione La Valle d’Aosta, nel suo piccolo, entra di diritto tra le regioni olivicole italiane e punta a realizzare il suo primo frantoio pubblico per dare risposta agli oltre 100 produttori che hanno scelto di dedicarsi a questo tipo di coltivazione. Attualmente oltre 5 mila piante distribuite su terrazzamenti danno una produzione di quasi 50 quintali di olio. Frantoio, Leccino e la recente aggiunta di Leccio del Corno le varietà prevalenti, con Pendolino come impollinatore e una raccolta che si concentra nel mese di ottobre. Tutte le operazioni colturali avvengono manualmente, con evidenti sacrifici misti a passione, tenuto conto delle condizioni orografiche: insomma non vi sono ancora numeri per essere considerata una vera e propria attività da reddito. Ad oggi le olive vengono portate in un paio di frantoi del vicino Piemonte, a Settimo Vittone e Trino Vercellese. Ora, con la crescita di produzione che si rinnova di anno in anno, si è capito perfettamente che la regione è nelle condizioni di poter avere a disposizione un frantoio, necessariamente di proprietà pubblica, a servizio di tutti. La Regione ha già stanziato 300 mila euro, la Comunità montana Mont-Rose 7 mila per finanziare un progetto di fattibilità, mentre un primo Comune – Donnas – ha dato la propria disponibilità ad ospitarlo. Silvia Nicco è da poco più di un anno la presidente della giovane AVO che conta su un’ottantina di iscritti. A lasciarle il posto è stato Dario Martinelli, il padre dell’Associazione stessa fondata nel 2021 e che resta ovviamente a dar man di quei terreni terrazzati che rischiano di restare incolti. Continuiamo ad ordinare nuove piante, scegliendo tra le quattro varietà già individuate che mostrano maggiore resistenza al freddo, convinti che si possano aumentare sia ettari che produzione”. La neonata Associazione Valdostana Olivicoltori rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli olivicoltori della regione, offrendo supporto tecnico, formativo e logistico La Rivista L’Italia a tavola La Rivista · Luglio - Settembre 2026 88
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