La Rivista

pianta di olivo, nonché un elenco dei principali parassiti. Al Lido di S. Domenico si può leggere la tavola no. 14 che informa sulla preparazione delle olive da tavola. Nelle vicinanze della cappella di S. Domenico inizia il sentiero della variante B che sale al Parco degli olivi e si ricongiunge alla variante A in via Discepoli. Questo parco è un’oasi di pace e misura ca. 2 ha. Appartiene alla città di Lugano. Dal parco si gode di un panorama splendido. Qui sono posizionate due tavole (no. 15 e 16) che descrivono la biologia dei due principali nemici dell’olivo: la mosca e la tignola. La variante A del percorso conduce alla tavola no. 17 che si trova verso la fine del Viottolo delle agavi: essa è dedicata ai contenitori di olio ritrovati negli scavi archeologici e che hanno permesso di ricostruire il traffico dell’olio nel Mediterraneo fin dai tempi più antichi. Alcuni di questi contenitori possono essere ammirati nel piccolo museo allestito a Manno dalla ditta SABO. La tavola no. 18, che si trova vicino all’ex-Municipio di Castagnola, descrive gli effetti benefici dell’olivo e dell’olio sulla nostra salute, e segna la fine del percorso. Lasciando ad un’escursione in loco l’interesse e la lettura dettagliata delle singole tavole, qui riproduciamo quanto è descritto nella Tavole nr. 1, a mo’ di introduzione al viaggio, che intraprenderemo a partire dal prossimo numero, lungo lo stivale italiano dell’olio. L’importanza dell’olivo nel mondo Circa 800 milioni di olivi sono coltivati attualmente (anno 2001) nel mondo, su una superficie di circa 10 milioni di ettari. Questi valori sono molto approssimativi. Il 97% degli olivi coltivati si trova nell’area mediterranea, regione oleicola per eccellenza; la Spagna ne possiede da sola il 30%, Italia, Grecia e Turchia insieme ne posseggono il 48% e i paesi del Maghreb (Tunisia, Algeria e Marocco) altri 15%; tutti gli altri paesi del Mediterraneo, ossia Siria, Libia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Cipro, ex-Jugoslavia, Albania e Francia, con il Portogallo, posseggono il 7% degli olivi coltivati. Al di fuori dell’area mediterranea l’olivo è particolarmente importante in Argentina e in California (USA), ma è presente in Iran, Iraq, Afganistan, Pakistan, Giappone, Messico, Cile, Brasile, Perù, Africa del Sud, e in Australia, con un totale di circa 25 milioni di olivi coltivati (3% del patrimonio mondiale). Circa 2/3 della superficie coperta da oliveti è in monocoltura, mentre 1/3 è consociato con altre colture. La coltura dell'olivo è molto importante per l’economia dei paesi in cui è stata introdotta, poiché essa permette di sfruttare terreni che generalmente non servono a nessun’altra coltura, contribuisce alla difesa e al restauro del suolo e quindi alla soluzione di problemi ambientali, procura mezzi di sussistenza a Rocco Lettieri in frantoio La Rivista L’Italia a tavola La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 87

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