IL SENTIERO DELL’OLIVO Si svolge tra Castagnola e Gandria, ad un paio di km dal confine con l’Italia, e attraversa resti di antichi oliveti e nuove zone dove è stata reintrodotta la coltivazione di questa preziosa pianta. Un itinerario affacciato sul Lago di Lugano, dove apprezzare un paesaggio già mediterraneo. Il Sentiero dell’Olivo è stato progettato dall’associazione “Amici dell’olivo” in collaborazione con il Fondo per il sito naturalistico e archeologico di Gandria (F. SNAG), che fa parte della Fondazione della Svizzera italiana per la ricerca scientifica e gli studi universitari (F. SIRSSU). Il percorso lungo 3.5 km è arricchito da 18 tavole informative recanti notizie sulla storia, la botanica, la coltivazione dell'olivo, sulle olive e sull'olio. Due varianti Il sentiero dell’olivo, come detto, si snoda tra Castagnola e Gandria e vi si accede sia da Castagnola (nelle vicinanze dell’ex-Municipio), sia da Gandria (dal posteggio sulla strada cantonale, sopra il villaggio). È segnalato dal logo dell’olivo e arricchito di 18 tavole che informano sulla storia, la botanica, e la coltivazione dell’olivo, nonché sui suoi prodotti (olive, olio). Chi inizia il percorso a Gandria, giunto a San Domenico può scegliere tra due varianti: la variante A prosegue verso ovest e raggiunge l’ex- Municipio di Castagnola salendo per il Viottolo delle agavi; la variante B sale nel Parco degli olivi, raggiunge il Sentiero dei fiori e si ricongiunge alla variante A in via Discepoli seguendo un breve tratto di strada cantonale. Scendendo la scaletta vicino al ristorante Gandria si entra a sud-ovest dell’oliveto in località Nusera. Questo oliveto comprende 72 piante (varietà Frantoio, Leccino e Pendolino, tutte per la produzione di olio) messe a dimora dai padrini dell’associazione “Amici dell’olivo” nel maggio 2001 ed è sistemato su tre fasce terrazzate preesistenti, sostenute da muri a secco. Con questo impianto è stata recuperata una zona di alto valore paesaggistico, in precedenza completamente abbandonata. A Nusera sono posizionate tre tavole (no. 1, 2 e 3), due delle quali informano sull‘importanza dell’olivo dal punto di vista geografico e storico; la terza tavola fa il punto sulla classificazione e l’origine dell’olivo. Sotto Nusera, il sentiero attraversa Questo articolo che presenta il Sentiero dell’Olivo di Gandria, in Ticino, introduce, anticipandolo, il prossimo numero de Lo stivale d’Italia, che dopo aver tratteggiato un quadro generale sul PANE e sui “FORMAGGI”, dal numero giugno si occuperà dell’OLIO, un alimento per il quale l’Italia vanta un numero impressionante di cultivar e la ricchezza di oli monovarietali regionali. la strada che unisce il villaggio alla strada cantonale in vicinanza di una barriera e scende in località Rozza, dove nel 1999 è stato impiantato con il concorso del Fondo Svizzero per il Paesaggio un oliveto a gestione agroforestale, comprendente quattro varietà per la produzione di olio (Frantoio, Leccino, Maurino e Pendolino). A questo impianto vengono applicate le direttive di Bio-Suisse, associazione svizzera delle organizzazioni per l’agricoltura biologica. A Rozza sono posate due tavole (no. 4 e 5) che illustrano brevemente la storia dell’olivo nella Svizzera meridionale e le caratteristiche botaniche dell’olivo. L’olivo del Carlin Al pontile di Gandria è possibile osservare una vecchia pianta di olivo messa a dimora agli inizi del secolo scorso. Ha un’altezza di ca. 10 m e il tronco misura 55 cm di diametro alla base. Dallo studio delle componenti naturalistiche e paesaggistiche di Gandria risulta che questo olivo detto del “Carlin” è annoverato tra gli alberi pregevoli del comune e degno di protezione, essendo un elemento caratteristico del paesaggio. La tavola no. 6 descrive l’importanza dell’olio di oliva nella storia mediterranea. La Rivista L’Italia a tavola di Rocco Lettieri La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 85
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