dalla dieta mediterranea, deve ovviamente essere di buona qualità per massimizzare i benefici. I polifenoli contribuiscono a proteggere l’endotelio, il sottile strato di cellule che riveste l’interno dei vasi sanguigni, favorendo la produzione di ossido nitrico, una molecola fondamentale per la vasodilatazione e per regolare il flusso sanguigno. 4. Semi, frutta secca e legumi Semi oleosi e frutta secca rappresentano una combinazione ideale di grassi insaturi, proteine vegetali e fibre. Le noci, ad esempio, sono particolarmente ricche di acidi grassi polinsaturi omega-3, di cui sono ricchi anche i semi di lino, che contengono lignani ad effetti antiossidante. Anche i legumi svolgono un ruolo importante nella prevenzione cardiometabolica: forniscono proteine vegetali, carboidrati complessi e numerosi fitocomposti con proprietà protettive. Microbiota e metabolismo: una nuova frontiera Chi mi segue da un po’ conosce la mia “ossessione” per il microbiota intestinali, non a caso: è infatti una delle aree di ricerca più promettenti e riguarda anche la regolazione del metabolismo energetico e pure la salute del cuore. Studi recenti suggeriscono che la composizione del microbiota possa influenzare la predisposizione alla sindrome metabolica e alle malattie cardiovascolari. Diete ricche di fibre, polifenoli e alimenti vegetali favoriscono la crescita di batteri intestinali benefici che producono metaboliti protettivi, come gli acidi grassi a corta catena. Quindi, mangiar bene vi fa bene sia direttamente che indirettamente, attraverso l’azione dei piccoli amici che ospitate nella pancia. Non solo dieta: lo stile di vita conta Tutto qui? Eh, vi piacerebbe Anche l’alimentazione più equilibrata non può compensare completamente altri fattori di rischio legati allo stile di vita. Se fumate quotidianamente, bevete alcol e siete sedentari, beh, diciamo che mettere a posto l’alimentazione vi pone a metà strada. Smettere di fumare è probabilmente l’intervento più efficace per la prevenzione cardiovascolare: il fumo danneggia l’endotelio, aumenta l’infiammazione e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche. La letteratura scientifica indica che dopo soli 1-2 anni il rischio si dimezza rispetto ai fumatori. Entro 5 anni il rischio scende del 60%, e dopo 10-15 anni il rischio di malattie cardiache si avvicina a quello di chi non ha mai fumato. Iniziamo a smettere? Limitare il consumo di alcol rappresenta un altro punto importante. Le evidenze più recenti suggeriscono che i presunti benefici del consumo moderato siano stati probabilmente sovrastimati. Un calice di vino di buona qualità, occasionalmente, fa bene allo spirito, ma certamente un consumo quotidiano è associato a un maggior rischio. Per cui, fate voi… Quella che invece, spesso, può solo aumentare, è l’attività fisica, che troppo spesso non è regolare e che invece è uno dei pilastri della prevenzione cardiometabolica. L’esercizio migliora la sensibilità insulinica, riduce la pressione arteriosa, favorisce il controllo del peso corporeo e contribuisce a ridurre lo stato infiammatorio. Le linee guida raccomandano almeno 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana (30 minuti al giorno nei giorni feriali), associata a esercizi di rafforzamento muscolare 1-2 volte a settimana. Il cuore si protegge ogni giorno In conclusione, la prevenzione cardiovascolare non dipende da un singolo gesto o da un alimento “miracoloso”. O solo da una serie di divieti. È piuttosto il risultato di una serie di scelte quotidiane che, nel tempo, costruiscono o indeboliscono il nostro corpo. Infatti, il cuore non si nutre solo di sangue che scorre nelle arterie, ma dell’affetto che gli dedichiamo ogni giorno. Un saluto di cuore dalla vostra consulente nutrizionale Dr. Tatiana Gaudimonte info@loveyourbody.ch Tra tutti i modelli alimentari, la dieta mediterranea è probabilmente la più studiata e validata dalla ricerca scientifica La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 84
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