il 36% della quota esportazioni. Stabile, nonostante le minacce dei dazi, è il mercato degli Stati Uniti che rappresenta il 27,5% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale circa il 5% delle esportazioni. Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio che nel panorama italiano vale il 50% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta oltre il 55% delle vendite complessive. Nel panorama vitivinicolo italiano, Montepulciano si distingue come distretto vitivinicolo d’eccellenza, capace di affrontare le sfide di un mercato in rapida evoluzione grazie all’integrazione tra produzione agricola, servizi esperienziali e innovazione gestionale. A dirlo è l’indagine condotta da Santa Chiara Lab (il Centro dell'Università di Siena per le attività di Innovazione Interdisciplinare), in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, che ha fornito una fotografia dettagliata delle strategie di diversificazione e multifunzionalità adottate dalle aziende locali, facendo emergere punti di forza, criticità e traiettorie di sviluppo futuro. L’agriturismo (presente nel 75% delle aziende), le degustazioni (50%) e la ristorazione (35%) si integrano in un’offerta esperienziale che rafforza il legame tra prodotto e territorio, consolidando la reputazione del marchio e fidelizzando la clientela, soprattutto attraverso la vendita diretta in azienda. La sostenibilità, di cui il Vino Nobile di Montepulciano rappresenta un fiore all’occhiello nel patrimonio nazionale con la prima certificazione di territorio a marchio Equalitas, è l’altro punto molto sentito dalle aziende vitivinicole. Il ricorso a certificazioni biologiche (oltre il 60% delle aziende), di origine e qualità e di sostenibilità in senso lato appunto, è molto diffuso e viene percepito come elemento strategico per il posizionamento premium e la credibilità sui mercati. Il successo di queste strategie passerà sempre di più anche attraverso la formazione del personale e lo sviluppo di competenze professionali specifiche. La transizione verso la multifunzionalità, infatti, ha già spinto le imprese a ricercare nuove figure professionali, soprattutto nei settori dell’ospitalità (61%), marketing (28%) e gestione tecnica (22%). Le Pievi raccontate in un volume Si intitola Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano – L’inizio di una nuova era ed è la pubblicazione curata dalla giornalista Jessica Dupuy e dal Master of Wine Andrea Lonardi, con la collaborazione di esperti e il supporto del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Il libro, pubblicato dal Consorzio stesso, racconta l’introduzione del progetto Pieve, un’iniziativa innovativa per rafforzare il legame del vino con il suo terroir e le sue antiche tradizioni. Il progetto Pieve rappresenta un’interpretazione più dettagliata del terroir della zona di Montepulciano. Si tratta di un’iniziativa strutturata e sfaccettata, ispirata anche dal confronto con altre prestigiose regioni vinicole come Bordeaux, Borgogna e Chianti Classico. Si concentra sul riconoscimento e sulla celebrazione delle caratteristiche uniche di 12 specifiche sottozone di Montepulciano, ognuna con la propria storia e rilevanza geoI vigneti attorno a Montepulciano La Rivista L’Italia da bere La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 80
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