La Rivista

l’anno nel prossimo triennio. Le banche statunitensi, con una presenza globale di maggiore importanza, detengono a tal proposito oltre il 40% delle quote totali di mercato nell’investment banking mentre in Europa gli istituti locali contribuiscono per il 70% ai finanziamenti all’economia reale, una quota ben eccedente a quanto avviene (il 30%) negli Stati Uniti. Cambia allo stesso tempo il peso politico delle diverse coorti anagrafiche per età, con un rafforzamento numerico delle quote di elettori interessati a programmi di spesa destinati alla sanità o alla previdenza, rispetto a quelle di ricerca o istruzione universitaria che rappresentano invece l’investimento tipico per il futuro. Un’Italia senza figli, aveva ricordato nel 2021 Mario Draghi, è un Paese che non crede e non progetta. Quasi la metà dei laureati italiani sceglie inoltre di lavorare all’estero. Il valore del capitale umano Un altro dato allarmante emerge dallo studio presentato da Luca Paolazzi (Responsabile Gruppo di lavoro CNEL sull'attrattività dell'Italia) alla Normale di Pisa. Mostra come il 43,1% dei neolaureati decida di costruire la propria carriera fuori dall’Italia, mentre solo il 29,2% rimane nei confini nazionali. Oltre 550mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il paese nel periodo compreso tra il 2011 e il 2023, un fenomeno migratorio che sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti. Lo studio evidenzia un fenomeno in crescita che coinvolge soprattutto le regioni prospere. Nel 2022, il 48% dei migranti laureati proveniva dal Nord Italia, con un aumento di sette punti rispetto all’anno precedente e di dodici dal 2019. Friuli Venezia Giulia e Lombardia registrano i tassi più alti, rispettivamente col 51,5% e 50,7%. I motivi che li spingono a trasferirsi all’estero sono molteplici e significativi. Secondo lo studio, le migliori opportunità lavorative rappresentano la motivazione principale per un quarto di essi, seguite dalle possibilità di studio e formazione al 19,2% e dalla ricerca di una qualità della vita superiore al 17,1%. È interessante notare come solo il 10% consideri il salario più elevato come ragione primaria per la scelta. Un dato allarmante emerge poi dall’analisi delle percezioni: il 96,1% di chi è migrato per scelta attribuisce la decisione alla disattenzione degli imprenditori italiani verso le condizioni dei collaboratori. Tra coloro che partono per necessità, tre su quattro hanno ora un’occupazione stabile all’estero. Secondo Luca Paolazzi, il valore del capitale umano fuoriuscito dall’Italia può essere stimato in circa 134 miliardi di euro, ma il deflusso reale potrebbe essere assai più gravoso. Particolarmente preoccupante è che quasi la metà di essi svolge proprio quelle mansioni tecniche e specializzate per cui le aziende lamentano carenze di personale, Guardare il passato per governare il futuro Il 2026 si presenta come un anno molto più complesso da decifrare, con la rottura di molti equilibri nello scacchiere internazionale a seguito della decisione della presidenza Trump di entrare in prima linea nei conflitti in Medio Oriente coi timori di un rallentamento dell’economia Luca Paolazzi, responsabile Gruppo di lavoro CNEL sull'attrattività dell'Italia La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 6

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