La Rivista

grammazione di circa 600 ettari di nuovi impianti nel 2026 e l’integrazione del nuovo "pacchetto vino" UE, che accelera l’innovazione portando maggiore elasticità nelle procedure e maggiorando i contributi con percentuali di aiuto che arrivano fino all’80%. Anche sul fronte dei mercati esteri, la Toscana trasforma le nuove sfide in opportunità, utilizzando l’enoturismo come un asset strategico imbattibile: un'esperienza territoriale completa che, oltre a consolidare il legame con le comunità locali, valorizza il brand attraverso la crescita delle vendite dirette. Il quadro che emerge è quello di un sistema solido e coeso – che vede la Regione fare squadra con i Consorzi – e che ha scelto di guidare la transizione globale puntando sul binomio qualità-valore, confermandosi il modello di riferimento mondiale per il vino di qualità. Il panorama vitivinicolo regionale è un mosaico d’eccellenza composto da 12.324 aziende. Con una superficie vitata di oltre 60.000 ettari, la Toscana ha compiuto una scelta di campo radicale: la qualità estrema. Ben il 97% dei vigneti è iscritto a denominazioni DOP rispetto alla media nazionale ferma al 65%. Questo si traduce in un’offerta commerciale dove il 90% del vino che arriva al consumatore è certificato, garantendo un valore aggiunto che protegge i produttori dalle fluttuazioni dei mercati dei vini generici. Il "cuore" pulsante è il Sangiovese, che copre il 60% della superficie, ma la forza risiede nella varietà: dalle storiche aree di Siena e Firenze (che insieme rappresentano il 62% del vigneto regionale) alle aree emergenti, la Toscana offre una diversità di microclimi che la rendono resiliente ai cambiamenti climatici, dall’Appennino alle isole. Sfide e nuovi scenari Presentato in chiusura anche il Report Ismea Vitivinicoltura toscana alle sfide dei nuovi scenari: dati e tendenze in atto realizzato ad hoc per PrimAnteprima. In esso si evidenzia che il panorama vitivinicolo regionale è un mosaico d’eccellenza composto da 12.324 aziende. Con una superficie vitata di oltre 60.000 ettari, la Toscana ha compiuto una scelta di campo radicale: la qualità estrema. Ben il 97% dei vigneti è iscritto a denominazioni Dop rispetto alla media nazionale ferma al 65%. Questo si traduce in un’offerta commerciale dove il 90% del vino che arriva al consumatore è certificato, garantendo un valore aggiunto che protegge i produttori dalle fluttuazioni dei mercati dei vini generici. Ovviamente, a livello di varietà, il pilastro è il Sangiovese, che copre il 60% della superficie, ma la forza risiede nella varietà: dalle storiche aree di Siena e Firenze (che insieme rappresentano il 62% del vigneto regionale) alle aree emergenti, la Toscana offre una diversità di microclimi che la rendono resiliente ai cambiamenti climatici, dall’Appennino alle isole. Con il vino regionale che “continua a pesare per il 10% del valore totale delle IGT italiane, dimostrando che, quando il mondo cerca qualità, guarda verso le colline toscane”. Una qualità che nasce da vigneto tutto sommato “giovane”, visto che, grazie all’utilizzo virtuoso della misura Ocm Ristrutturazione (che ha interessato il 61% delle superfici), il 55% dei vigneti toscani ha meno di 20 anni. Questo significa avere impianti moderni, efficienti e pronti a produrre vini in linea con i nuovi gusti internazionali. Massicci investimenti anche per rinnovare ed innovare le cantine, con circa 10 milioni di euro di aiuti a tutte le imprese che avevano presentato progetti. In Italia, le DOP toscane, spiega ancora il Report Ismea, difendono con orgoglio il loro posizionamento nella Gdo, rappresentando il 14% del valore totale del comparto. Mentre il consumo di vino generico cala (-5,7%), le DOP toscane contengono la flessione al solo -2,1%, dimostrando una fedeltà del consumatore superiore alla media. Il dato più interessante arriva dai giovani adulti (35-45 anni). Questa fascia di consumatori, pur acquistando volumi leggermente inferiori, ha incrementato la spesa del 24%. È la prova tangibile di un nuovo paradigma: si beve meno, ma si beve molto meglio, e si sceglie Toscana. La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 77

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