La Rivista

e il suo legame con alcuni pilastri fondamentali della società non sono riconosciuti soltanto dalla concessione, ma anche dalle numerose associazioni e realtà che animano la vita sociale e culturale del Paese. Non è un caso, infatti, che durante la campagna molte organizzazioni provenienti dal mondo dello sport e della cultura abbiano espresso apertamente il proprio sostegno alla SSR. In entrambi i casi, il contributo della SSR risulta infatti essenziale non solo per la diffusione, ma anche per la produzione stessa dei contenuti. La promozione dello sport – soprattutto a livello giovanile e regionale – è strettamente legata alla visibilità che il servizio pubblico è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale. Ogni anno vengono infatti trasmesse oltre 9000 ore di eventi sportivi, offrendo spazio non solo alle grandi competizioni internazionali ma anche alle realtà sportive minori e/o locali oppure legate a valori come l’inclusione. Non sorprende quindi che organizzazioni come Swiss Olympic e numerose altre federazioni nazionali si siano espresse chiaramente contro l’iniziativa e che lo abbiano fatto anche durante il periodo di consultazione federale. Stesso discorso può essere fatto per il settore culturale. Cinema, teatro e musica hanno potuto crescere e consolidarsi anche grazie alla presenza di un servizio pubblico forte e radicato sul territorio e grazie ai mezzi anche economici a loro rivolti da parte della SSR. Manifestazioni e istituzioni culturali di primo piano come il Locarno Film Festival o l’Orchestra della Svizzera italiana, così come numerose produzioni locali musicali e cinematografiche, hanno potuto svilupparsi nel tempo grazie al sostegno economico, logistico, tecnico e mediatico garantito dall’emittente di servizio pubblico. In questo senso, la SSR non è solo un’emittente radiotelevisiva, ma un’attrice protagonista nella promozione e nella valorizzazione della vita sociale e culturale del Paese. La SSR dopo l’8 marzo Questo risultato non esclude quello che sarà uno snellimento dei processi aziendali e di una diminuzione del budget a cui la SSR sarà chiamata in un prossimo futuro. Questo processo nato per snellire l’Azienda è stato voluto dal Consiglio Federale attraverso un’Ordinanza e andrà incontro anche a una parte degli elettori che, in modi diversi, hanno aderito ad alcune critiche mosse alla SSR dai sostenitori dell’iniziativa. In questa prospettiva, il processo di trasformazione SRG SSR Enavant sembra seguire proprio questa direzione. Richiederà all’azienda e alla sua dirigenza un compito tanto semplice da immaginare quanto complesso da realizzare: continuare a svolgere il mandato di servizio pubblico con risorse, umane, economiche, logistiche, ridotte. Anche con questa nuova sfida, la SSR mira a continuare ad offrire un servizio pubblico solido, indipendente, di qualità, radicato nelle regioni ma al tempo stesso presente sul piano digitale. Un punto di riferimento per i cittadini che rischiavamo inevitabilmente di perdere se non fosse emersa una presa di coscienza collettiva che “200 franchi NON bastano!”. *Responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 71

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