sono un altro esempio. Tale disturbo del pensiero, di cui esse non hanno consapevolezza, le porta a percepire gli altri come potenziali nemici da trattare quindi con sospetto e ostilità. Ciò provoca negli interlocutori reazioni altrettanto ostili, che a loro volta rafforzano le visioni paranoiche di chi considera il mondo un luogo abitato da malevoli persecutori! Le misure di prevenzione: una grande (e spesso ingrata) responsabilità Fin qui ho dedicato ampio spazio all’influenza esercitata da profezie e pronostici sulle attività di prevenzione, lasciando un po’ in ombra queste ultime. In questo paragrafo finale mi propongo ora di rendere omaggio a coloro che investono energie in azioni e gesti di equilibrata prevenzione. Penso ai genitori e al loro agire per proteggere la prole da infiniti pericoli. Forse oggi esagerano in due modi. Da un lato frenando le esplorazioni del mondo fisico dei loro cuccioli. La frase “non correre che ti fai male!”, esce con grande frequenza dalle bocche delle mamme e dei papà moderni. Dall’altro, mettendo troppo presto nelle manine della discendenza schermi di vario tipo che dànno accesso a mondi virtuali assolutamente tossici per i più piccoli. Ma di tutto ciò per fortuna oggi si discute animatamente… Penso poi a tutti coloro che hanno dedicato e dedicano la loro vita alla ricerca medica, ad esempio mettendo a punto vaccini capaci di sconfiggere veri e propri flagelli mortali planetari. Mi preoccupa quanto leggo in un articolo della scienziata virologa Ilaria Capua sul Corriere della sera del 24 febbraio 2026: “Il segretario alla salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., intende procedere alla chiusura di programmi di ricerca e laboratori che si occupano di patogeni potenzialmente pandemici e ad alto rischio. Sembra che la decisione sia stata presa sulla base di una nuova certezza: le pandemie e le epidemie non accadranno mai più”. Viene da domandarsi: quale oracolo gli avrà mai suggerito una tale convinzione? Penso agli addetti alla sicurezza in occasione di grandi eventi. Le luci si sono appena spente sui giochi olimpici Milano-Cortina, e devo ammettere che faccio parte di coloro che sono rimasti meravigliati dalla capacità dei responsabili organizzativi di prevenire, con discrezione, gli innumerevoli rischi che comporta un tale evento. Penso ai titolari dei tanti locali pubblici frequentati da giovani e adulti, che investono risorse ingenti nella sicurezza delle strutture, e alla miriade di funzionari pubblici che con competenza e diligenza eseguono i previsti controlli. Inutile dire che fanno tutti da controesempio allo scellerato e immensamente tragico caso di Crans-Montana. Penso a governanti e politici (poco importa se di destra, sinistra o di centro) che si occupano della sicurezza dei cittadini non soltanto per ragioni elettorali più o meno contingenti, ma anche e soprattutto per un profondo senso di servizio pubblico. Penso a coloro che con altruismo, coraggio e abnegazione lottano contro il flagello delle dipendenze che minano la salute fisica e psichica di schiere di giovani uomini e donne. Penso… A tutte queste persone penso con animo grato, ben sapendo che spesso il loro operare non fa notizia e che i segni di gratitudine nei loro confronti non sempre abbondano. Secondo il mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, l’artista Pigmalione fu talmente rapito dalla bellezza della statua di donna ideale da lui scolpita che se ne innamorò e desiderò sposarla È preoccupante leggere che il segretario alla salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., intende procedere alla chiusura di programmi di ricerca e laboratori che si occupano di patogeni potenzialmente pandemici e ad alto rischio La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 47
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